BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

SCENARIO/ 1. Così Marchionne e i libici dividono i salotti della finanza

«Alla nostra economia giova - dice FRANCESCO FORTE, economista - perché smuove le strutture del capitalismo finanziario italiano finora troppo concentrato nell’ambito di Mediobanca e delle sue partecipazioni incrociate»

Sergio Marchionne (Imagoeconomica) Sergio Marchionne (Imagoeconomica)

 

I libici in Unicredit? «Dopo Marchionne - dice l’economista Francesco Forte - ora è il turno di Profumo di rendersi più indipendente dal salotto buono della finanza storica italiana e lì dentro questo dà fastidio. Ma alla nostra economia giova, perché smuove il nostro capitalismo finanziario». Cos’hanno in comune Gheddafi e Marchionne?

 

La Libia ha acquisito partecipazioni rilevanti in UniCredit. Quali implicazioni potrebbe avere per Unicredit e per il nostro sistema produttivo questo ingresso del capitale libico?

 

Non mira ad avere né il controllo di UniCredit né una partecipazione rilevante alla sua gestione. È un ingresso di natura patrimoniale, perché la Libia ha bisogno di investire i proventi del petrolio. Ma i benefici per UniCredit sono rilevanti: questa partecipazione ha consentito a UniCredit di non fare rilevanti aumenti di capitale e di non utilizzare i Tremonti bond. Ne ha rafforzato la reputazione in un periodo difficile.

 

Dunque il gruppo italiano ha tutto da guadagnare.

 

Sì. Non dimentichiamo che UniCredit ha una situazione patrimoniale «opinabile»: questa operazione ne incrementa la solidità patrimoniale e per UniCredit, che ormai è una banca multinazionale, è un requisito importante. Dal punto di vista del controllo si tratta al massimo di un 11%, ma è quanto basta per dar fastidio a Mediobanca, perché permette a Profumo di fare gioco con vari azionisti oltre Mediobanca o quelli collegati a Mediobanca, e di rendersi indipendente.

 

A proposito di Mediobanca: Profumo come Marchionne?

 

Direi di sì. Dopo Marchionne, ora è il turno di Profumo di rendersi più indipendente dal «salotto buono» della finanza storica italiana e lì dentro questo dà fastidio. Ma alla nostra economia giova, perché smuove le strutture del capitalismo finanziario italiano, che è stato finora troppo concentrato nell’ambito di Mediobanca e delle sue partecipazioni incrociate.

 

E l’ingresso dei libici avrà conseguenze sulla propensione a dare credito alle nostre pmi?

 

Clicca >> qui sotto per continuare l’intervista