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FINANZA/ Chi aiuterà famiglie e imprese a evitare strumenti pericolosi?

L’educazione finanziaria è un tema che può rivelarsi molto importante. GIUSEPPE DE LUCIA LUMENO ci spiega cosa stanno facendo le banche popolari per aiutare imprese e famiglie in questo campo

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L’innovativa e ancora non compiutamente approfondita tematica dell’Educazione Finanziaria, intesa come insieme di conoscenze, dall’evoluzione costante, che sta sempre più entrando nelle scelte economiche di molti cittadini, è stata oggetto di una recente pubblicazione dell’Associazione Nazionale fra le Banche Popolari dal titolo “I giovani e l’educazione finanziaria, il ruolo delle Banche Popolari”.

 

Attraverso tale volume, l’Associazione ancora una volta ha ribadito il suo significativo interesse verso questo particolare aspetto dell’emergenza educativa nel nostro paese, proponendosi come obiettivo l’analisi concreta del contesto economico e sociale in cui le Banche Popolari operano, così da favorire lo sviluppo e la conoscenza degli strumenti più elementari ed efficaci alla diffusione della cultura economica a livello locale, in particolare nelle scuole.

Lo studio segue il filone relativo alle precedenti pubblicazioni in materia, al fine di fornire una adeguata conoscenza degli aspetti legati all’educazione finanziaria attraverso l’attività quotidiana delle Banche Popolari, da sempre impegnate a mantenere e approfondire il rapporto con la propria clientela radicata sul territorio.

Il tema dell’Educazione Finanziaria ha suscitato l’interesse delle principali istituzioni politiche e finanziarie dei Paesi industrializzati e degli addetti ai lavori, attraverso numerose iniziative sia in ambito nazionale che in ambito comunitario, con l’obiettivo di indicare linee guida condivise. Le stesse Banche Popolari hanno da tempo intrapreso varie iniziative in tal senso, con l’obiettivo di preparare adeguatamente i giovani ad aumentare la consapevolezza nelle scelte relative ai prodotti e ai servizi bancari e finanziari.

L’impegno delle Banche Popolari, quindi, rappresenta un’ulteriore e importante testimonianza di come le banche del territorio considerino aspetto fondamentale della loro azione l’educazione economica, propedeutica alla conoscenza non solo degli strumenti economico-finanziari ma portatrice di un corretto e virtuoso rapporto con il mondo bancario per numerosi soci e clienti.

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COMMENTI
21/09/2010 - le relazioni pericolose (giorgio cordiero)

Ringrazio Silvano Rucci per la dimostrazione di stima. Confesso candidamente che mentre stavo scrivendo il mio commento di oggi ho ripensato alle parole del Vangelo che ho sentite in chiesa domenica alle quali tu fai esplicito riferimento. Se il denaro è un mezzo per farsi amici e se questo viene utilizzato come STRUMENTO e non come FINE ultimo ed unico...allora ragioniamo: tutta la dottrina sociale della chiesa ruota attorno a questo concetto ed ognuno di noi ha il dovere di operare in questa direzione. Tutto il resto è demagogia.

 
21/09/2010 - Guadagnare è lecito...fregare il prossimo no! (Silvano Rucci)

“UN UOMO RICCO AVEVA UN AMMINISTRATORE” La parola di Dio ci invita a vigilare sul nostro rapporto con i beni della terra, rivelandoci che in questo rapporto sono implicate altre relazioni: con gli altri, con la nostra vita, con Dio stesso. La parabola è sconcertante: Gesù sembra additare ad esempio il comportamento di un amministratore disonesto. Ma ciò che loda è la sua scaltrezza: in una situazione difficile sa agire prontamente, con intelligenza. Se tale è la scaltrezza dei figli di questo mondo, diversa deve essere quella dei figli della luce. Gesù mostra in che senso. La furbizia dell’amministratore consiste nel farsi degli amici con il denaro. Sa trasformare i beni in relazioni. E sono le relazioni ad accoglierci nelle “dimore eterne”. Iniqua è la ricchezza, non perché questa può essere acquisita in modo disonesto; la sua iniquità è più grave: promette una felicità che invece non può dare. La ricchezza è menzognera: non mantiene la promessa. Non la ricchezza, ma la buona relazione con Dio e con gli altri è la giusta scelta della nostra vita, il suo fondamento stabile, che non viene meno e ci conduce alla vita eterna. Commento: Il comportamento di quei pochi banchieri, amministratori disonesti, i quali per accaparrare denaro hanno dato luogo alla grande crisi economica mondiale che stiamo vivendo in questi anni, ci rendiamo conto della iniquità in cui il mondo intero è caduto, mentre loro sono in galera! Giorgio Cordiero sei un Grande!

 
21/09/2010 - risparmio/2 (giorgio cordiero)

Altra caratteristica del mio ex ambiente di lavoro è la scaltrezza: un giorno del 1999 il mio direttore di allora mi disse "ricordati Cordiero che con il cliente occorre prostituirsi". NON CE LA FACEVO PIU'. Arrivavo a non dormire la notte finchè decisi di intraprendere la carriera del consulente, mi licenziai e ricominciai a dormire. Ampia premessa per dire che l'educazione finanziaria è per ora un gran bell'enunciato, ma che affinchè questa possa diventare efficace occorrerebbe in primis rivedere la formazione dei formatori, trasformare questi bocconiani o luisiani in PERSONE e non in macchine atte solo a fare soldi, a divenire manager o furbetti del quartietrino, credendo che quello sia il bene assoluto. Guadagnare è lecito...fregare il prossimo per farlo no. Qualche grande laureato in economia nel mondo sta cominciando a rendersi conto di come la formazione universitaria stia facendo danni a tutta la societàe di come stia contemporaneamente facendo il gioco dei potentati. E' il caso di Florence Noiville che recentemente ha pubblicato il libro dal titolo "J'ai fait l'HEC e je m'en excuse" cioè "Ho fatto l'HEC (l'omologo della nostra Bocconi, o Luis) e me ne scuso". Lettura interessante che consiglio a tutti gli studenti, ma anche a chi vuole fare EDUCAZIONE FINANZIARIA...

 
21/09/2010 - cara vecchia giornata del risparmio (giorgio cordiero)

Ricordo bene i banchi delle elementari: il 31 ottobre di ogni anno si celebrava (lo si fa ancora da qualche parte) la Giornata del risparmio e , oltre ai quaderni donati dalla cassa di risparmio, la maestra ci spiegava quale fosse il valore previdenziale di questa pratica...Sono passati 35/40 anni da allora , ma adesso il mondo è davvero cambiato. I risparmiatori sono divenuti inconsapevoli investitori, o meri speculatori. Dal momento che i rendimenti dei titoli di stato sono vertiginosamente scesi, la gente comune ha cominciato ad investire credendo di risparmiare, fidandosi dei rendimenti promessi da impiegati bancari che poco o nulla sapevano di ciò che stavano vendendo (ho fatto l'operatore ai titoli in banca ber 13 anni). Al mattino aprivo il PC ed avevo una lista di titoli da propinare ai clienti che si fossero presentati allo sportello: il mio compito era meramente commerciale e, alla fine di ogni giornata il direttore veniva da me e mi diceva "Cordiero: quante polizze hai VENDUTO oggi?". Siccome sono sempre stato un pedante cominciai a leggermi tutti i contratti ed i prospetti informativi, poi decisi di autoformarmi e volli partecipare a corsi (a mie spese) tenute da famose scuole di amministrazione aziendale e mi resi conto di come tutta la formazione fosse finalizzata a trasferire valori che non mi appartenevano come la massimizzazione del profitto (di chi vende e non di chi compra)...