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Economia e Finanza

SCENARIO/ Pelanda: siamo la prossima Grecia, alcune prove

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Si può dire che entro una decina d’anni potremmo avere uno di questi due macroproblemi, non trovare bilanciamenti, e pertanto subire una destabilizzazione strutturale. Ma anche senza eventi di particolare intensità l’economia italiana sta scivolando verso una progressiva deindustrializzazione per mancanza di sufficiente produttività dovuta a un modello che non ne favorisce il costante incremento.

 

Basterà il federalismo fiscale a invertire la tendenza? È un passo necessario, utile, soprattutto, a rafforzare le aree più economicamente forti del Paese che poi traineranno le altre, ma non basterà da solo. Inoltre andrà in vigore dopo il 2016, se verrà approvato: troppo tardi. Il progetto va accelerato e reso strumento per la riduzione delle tasse, cosa ancora ambigua. Bisogna, in particolare, rivedere i concetti base dello Stato sociale e riformarlo per dare più spazio all’impresa, all’impiego produttivo del capitale, alla crescita economica, riducendo le protezioni e i vincoli che soffocano il mercato.

 

Io mi auguro che il governo riesca a finire la legislatura perché altre elezioni, con le stesse offerte politiche del passato, in una situazione di debito insostenibile, crescita stagnante, disoccupazione elevata e produttività piatta non cambierebbero in meglio la situazione. Ma se poi continuerà a fare poco per riforme e crescita la situazione economica peggiorerà. Il dirlo e argomentarlo sui giornali spero dia un po’ più di responsabilità ai nostri politici.

 

www.carlopelanda.com

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COMMENTI
10/10/2010 - UN SENSO DI GRANDE RESPONSABILITA' (GAETANO GRIMALDI)

L'analisi fatta in questo articolo deve far molto riflettere. Il governo ha ottenuto la fiducia ma è fonfamentale che si assuma in pieno la responsabilità "onerosa" e "alta" del momento storico che stiamo vivendo. Portare a termine la legislatura è un iperativo che deve porre a se stesso per evitare che il Paese giunga, a breve/medio termine, ad un punto di non ritorno, come sottolinea l'articolista. Il governo, adesso, deve governare per realizzare quanto ha dichiarato. Se non per se stesso, almeno per il bene del Paese.