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UNICREDIT/ Ecco perché qualcuno vuole la testa di Profumo

Pubblicazione:martedì 21 settembre 2010

Alessandro Profumo (Imagoeconomica) Alessandro Profumo (Imagoeconomica)

Sui conti: la banca ha varato aumenti di capitale di una certa importanza che hanno anche mandato in fibrillazione alcuni suoi soci storici come le Fondazioni. Ma è stato il prezzo che Profumo ha deciso di pagare (d’accordo con l’assemblea dei soci, d’altra parte) per rifiutare i costosi Tremonti bond. In questo senso la performance del titolo va considerata tenendo presente dell’aumento di capitale di circa 4 miliardi realizzato all’inizio del 2010. I conti: l’ultima semestrale ha chiuso con un utile di 699 milioni di euro mentre nel trimestre l’utile è stato di “appena” 148 milioni invece dei 251 previsti dagli analisti che, però, per fine anno prevedono una crescita dell’utile netto a 1,84 miliardi di euro rispetto agli 1,7 dell’esercizio precedente. I crediti deteriorati e il “guaio” in Kazakhstan davvero valgono la testa dell’amministratore delegato? O c’è qualche cosa che il mercato dovrebbe sapere e non sa?

 

Che cosa succede ora. Dopo un periodo più o meno lungo di interregno di Rampl la banca dovrà trovare una propria guida. E già si fanno i nomi dei candidati. Il rischio che si può paventare è che il successore di Profumo non sia solo la legittima espressione delle aspettative dei soci (a proposito: e i libici potranno dire la loro?) ma che interpreti il proprio ruolo in modo meno indipendente di come lo ha interpretato Profumo. Il pericolo è quello di una scelta “al ribasso” orientando la scelta verso una persona che più che del bene della banca, che è di proseguire sulla via dell’internazionalizzazione, pensi ad accettare i diktat dei soci. Che potrebbero anche essere quelli di una ritirata dall’Europa della banca più internazionale d’Italia. Sarebbe un male perché se è vero che “il territorio” è il brodo di coltura di qualsiasi istituto di credito, è anche vero che in questa fase storica il fatto di non avere alcun istituto di credito seriamente orientato verso l’estero sarebbe un male per il paese.

 

www.marcocobianchi.wordpress.com



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