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FINANZA/ Così l’Italia può finire nel mirino delle agenzie di rating

I problemi per l’Europa sono tutt’altro che risolti. Per MAURO BOTTARELLI, le recenti notizie preoccupanti per Portogallo e Irlanda sono frutto di un grande disegno che potrebbe colpire anche l’Italia

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

Dagli Usa non arrivano buone notizie, purtroppo. Sono infatti oltre 400 i fondi investimento che hanno chiuso i battenti, da inizio anno sono fallite 125 banche e, soprattutto, è ormai al suo zenit la fuga di massa dei risparmiatori dai fondi azionari: l’americano medio ha sempre meno voglia di comprare azioni. Difficile dargli torto.

 

Tanto più che a detta di David Greenlaw di Morgan Stanley la Fed sarebbe in procinto di dar vita a una nuova operazione di quantitative easing, denominata “shock and awe”, da 2 miliardi di dollari, ipotesi che vedrebbe i rendimenti Treasuries a 10 anni calare di 50 punti base al 2,2%. Cosa otterrebbe con questa mossa la Fed? La crescita del Pil sarebbe dello 0,3% in più nel 2011 e dello 0,4% in più nel 2012, il tasso di disoccupazione scenderebbe di uno 0,3% rispetto alle previsioni nel 2011 e dello 0,5% nel 2012, ovvero scenderebbe dal 9,6% al 9,1%. Un brodino, a carissimo prezzo.

 

A Goldman Sachs non hanno dubbi, per raddrizzare la situazione statunitense servirebbe una politica di quantitative easing da 30 miliardi di dollari, non da 2, visto il livello di distruzione del benessere generato dal crash della proprietà e dalla ferocia del deleveraging del debito che ancora deve arrivare. Che fare, quindi? Goldman Sachs non ci mette becco, soltanto consiglia ai suoi migliori clienti di stare lunghi sulla sterlina e short sulla divisa australiana e neozelandese come principale investimento sul valutario. Il dollaro? Occorre attendere e vedere se i sospetti cinesi diverranno realtà, ovvero l’intenzione Usa di andare in default sul suo debito esterno attraverso il debasement.

 

Eh già, il problema infatti è che quando l’America va in difficoltà prende le contromosse e non va tanto per il sottile. Come spiegare, ad esempio, i rumors riguardo un presunto intervento d’urgenza del Fmi che sul finire della scorsa settimana ha visto spreads e cds irlandesi schizzare a livelli record? Era successo qualcosa di strano a Dublino? No, le liabilities irlandesi erano sempre le stesse, gravi ma non sull’orlo del tracollo: certo, Anglo Irish Bank rappresenta una grana pesante, ma alla fine l’ipotesi di divisione in due con creazione di bad bank dovrebbe andare in porto. Chi mette in giro, quindi, queste voci?

 

Qualche idea io ce l’avrei, le società di rating e le grandi banche detentrici di obbligazioni sovrane: in questo caso, Barclays e Citigroup. Guarda caso, queste voci sono saltate fuori proprio alla vigilia dell’asta di bonds irlandesi per 1,5 miliardi di euro che si è tenuta ieri a Dublino, l’ennesimo successo con i 500 milioni di quadriennali capaci di un rendimento del 4,767% (richieste per oltre 2,4 miliardi di euro) e il milione di bond a 8 anni con un rendimento del 6,023% (richieste per 2,3 miliardi di euro): quando si parla di tempismo, visto che i rendimenti sono saliti di oltre l’1% cento rispetto all’asta precedente... In realtà, si chiama terrorismo finanziario e, vi assicuro, è in grado di fare più danni di Al Qaeda senza dover sparare nemmeno un proiettile.

 

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COMMENTI
23/09/2010 - Festival della demagogia (riflessioni post cena) (giorgio cordiero)

Caro sig. Perna, la sua analisi è limpida, vale mille volte di più della mia e di quella dei "fior-fiori" di analisti ed economisti che stanno perdendo (o hanno già perso, o non hanno mai avuto) di vista che la maggior parte della gente vive la finanza come un qualche cosa che gli viene calato dall'alto, uno status quo da "stanza dei bottoni" che lo opprime . Stia tranquillo, tutti dobbiamo pagare bollette, forse il sottosrcritto riesce meglio a sbattersi per trovare soldi, ma il problema alla fine è un altro. Se ne ha la possibilità si coltivi un po' di verdura nell'orto, o sul balcone (cosa che io faccio da anni), o una capretta per il latte ed il formaggio perchè , nella peggiore delle ipotesi, cioè quella che il denaro , ma ache i debiti, che tutti noi abbiamo, non dovessero più valere nulla...almeno non si morirà di fame. Certo la mia riflessione serale, dopo un buon bicchiere di fiano di Avellino, potrà sembrare populista, demagogica, neo melodica , o leghista...ma chi se ne frega, signor Perna...questa alla fine è filosofia e c'è chi con essa mangia, basti pensare ai professori universitari (bene inteso non tutti) che campano smerciando cultura per istruzione,pretendendo di essere depositari dela verità e dimenticandosi che siamo di Dio. La stimo...demagogicamente...

 
22/09/2010 - Finire nel mirino (Diego Perna)

Come al solito il mio è un commento non esattamente da addetto ai lavori, ma di un affezionato lettore dei suoi articoli, che trovo sempre interessanti e che mi fa capire un pò di più cosa succede li nel mondo delle finanza.Devo confessare che non è che me ne fregherebbe granchè, anzi sino al quel fatidico se non ricordo male 15 settembre, non ho mai ascoltato nemmeno un risultato di borsa, per me Piazza Affari era solo uno slargo qualsiasi nel tessuto urbano milanese. Oggi, dopo che mi sono reso conto di come l'economia reale e quindi il mio lavoro e quello di tanta altra gente che si alza la mattina per guadagnarsi da vivere, pagarsi l'affitto della casa in cui vive, mandare i figli a scuola e pagare tutte le bollette e le tasse sempre in tempo per evitare sanzioni e more pesantissime alle tasche leggere dei comuni mortali, dipendano da questa specie di gioco d'azzardo e spesso truccato, dove i guadagni sono tassati al 12% anzichè al 75% se consideriamo (Inps Inail Tarsu Ici ecc., vorrei che i mercati finanziari non fossero mai esistiti, e che non ci fosse nemmeno chi accumula tanto in un giorno solo e chi la stessa cifra non la farebbe lavorando cent'anni. Un capitalismo come questo, privo di qualsiasi freno ed etica non può che portarci prima o poi, ad un punto di non ritorno, troppo denaro e potere si concentrano sempre più velocemente e inesorabilmente nelle mani di pochi. Questa crisi è frutto di questo, la Lehman B. non è la causa ma la conseguenza. Buona Fortuna

 
22/09/2010 - another brick in the wall (giorgio cordiero)

Bottarelli... tutto vero, sono dati, ma non dica che nessuno compra azioni, altrimenti come si spiega che la borsa americana sale ormai da circa 20 giorni? (ma stia certo che presto crollerà...dorma pure sonni sereni). Quando la DOMANDA supera l'OFFERTA il prezzo (l'indice) sale quindi qualcuno (magari uno stolto o molti ignoranti ) sta COMPERANDO. UN mio amico ha impeganto un po' dei suoi soldi in un etf al ribasso e sta piangendo amaramente poichè in 10 giorni ha una perdita (teorica) del 20 %, ma stiamo certi SI RIFARA'. Le previsioni sue possono vedermi daccordo,ma il maledetto vizio di gufare...per dinci non lo perderà mai. La leggo alla sera prima di andare a letto...meglio del caffe'...Buona notte. PS: anche se la borsa dovesse scendere ,o come lei prefrisce CROLLARE, vuol dire che 1000 soggeti vendono, ma c'è uno che compra altrimenti il book non si chiude: pazzo chi compra? Pazzo chi fa Buy-back?...ma siamo seri e non seriosi dai!!!