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Economia e Finanza

FINANZA/ Così l’Italia può finire nel mirino delle agenzie di rating

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Venerdì scorso, poi, un’altra strana coincidenza. Il quotidiano portoghese “Diario de Noticias” citava tre ex ministri delle Finanze, secondo cui il paese potrebbe presto ricorrere a un aiuto da parte del Fondo Monetario Internazionale. Alé, proprio quello che ci voleva! D’altronde, il Portogallo a metà degli anni Novanta era un creditore estero netto, mentre l’adesione all’euro lo ha trasformato in un debitore netto per un ammontare pari al 109% del Pil: quando tagli i tassi di interesse dal 16% al 3%, certe cose accadono!

 

Comunque, l’effetto sperato è stato sortito: il rendimento del bond decennale sul debito portoghese è salito al 6,15%, lo stesso livello della crisi europea del maggio scorso prima che fosse posto in essere il piano di salvataggio. Antonio de Sousa, capo dell’Abi portoghese, ha detto chiaramente che i suoi membri sono in guai seri: gli istituti non riescono a raccogliere fondi all’estero, rimangono estremamente fragili e semplicemente non hanno più nulla da prestare se non i returns del capitale straniero. Così non si va avanti, visto che queste banche non possono sopravvivere solo con i risparmi nazionali, dipendono infatti dal finanziamento estero per coprire il 40% degli assets: venerdì il presidente Cavaco Silva ha avuto un incontro urgente con il governatore della Banca Centrale, il quale ha confermato alle istituzioni che i finanziamenti globali si stanno prosciugando.

 

Immediatamente, il governo ha trovato una base di principio per il budget 2011, sperando di evitare tagli e ottenendo una diminuzione del deficit dal 9,3% del Pil nel 2009 al 7,3%: prima vittima, il progetto di alta velocità ferroviaria con Madrid che verrà messo in cassetto. Basterà? Il debito combinato pubblico e privato ha toccato il 325% del Pil (contro il 247% della Grecia) e la produttiva lusitana è al 64% della media europea: una situazione ideale per chi vuole speculare, mettendo in giro voci di fatto senza un fondamento reale.

 

Il problema c’è ed è serio, ma qualcuno lo sta facendo artatamente divenire irrisolvibile. Parliamoci chiaro: il Fondo Monetario Internazionale è diventato di fatto una fonte di incoerenza totale, un motore di azzardo morale. Ad agosto ha abolito il credit ceiling e creato un nuovo veicolo per creare debito fresco per Stati che avevano bisogno di questa mossa come di un colpo di pistola alla tempia. L’unica soluzione per gli orfanelli dell’eurozona è seguire l’esempio dei Brady Bond in America Latina negli anni Ottanta, obbligando i creditori a condividere i guai e garantendo così una via d’uscita ai debitori.

 

Non a caso, mentre qualcuno semina il panico, qualcun’altro ammette che il peggio è passato e che i piani di austerity saranno sufficienti: Goldman Sachs, Hsbc e Societe Generale, infatti, invitano a comprare securities greche. Il problema è che l’eurozona ha creato un mostro, un Leviatano che se permetterà a Grecia, Portogallo e Irlanda di ristrutturare il loro debito, rischia di contagiare la Spagna e da qui l’Italia. Qualcosa in Europa si sta rompendo ed è esattamente ciò che vogliono gli strati intermedi dell’amministrazione Usa, precisamente la componente più conservatrice del Dipartimento di Stato. Non è un caso, infatti, che nel silenzio totale l’ex ministro delle Finanze britannico, Alistair Darling, abbia lanciato un attacco senza precedenti contro la Germania, colpevole a suo dire «di aver salvato la Germania creando così un danno permanente all’euro».

 

Parlando alla Konigswinter Conference, Darling ha chiaramente detto al ministro Rainer Bruederle che «la Germania ha completamente fallito nella sua missione di responsabilità come leader dell’eurozona. La riluttanza verso un intervento rapido avrà conseguenze per il futuro del blocco politico europeo». E non depone a favore di una partnership felice nemmeno il duro monito della Fsa, l’ente regolatore della City, verso l’Ue: non pensiate di poter mettere il becco su quanto accade a Londra attraverso la nuova legislazione sui derivati. Insomma, la capitale britannica ci tiene alle proprie dark pools e visto che, calcoli alla mano, Basilea 3 faciliterà la vita alle grandi banche, potete ben capire quale futuro ci attende: con gli istituti mondiali ancora strapieni di carta straccia, c’è poco da parlare di aumento della ratio di core tier 1, dilazionata com’è nel tempo, poi...

 

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COMMENTI
23/09/2010 - Festival della demagogia (riflessioni post cena) (giorgio cordiero)

Caro sig. Perna, la sua analisi è limpida, vale mille volte di più della mia e di quella dei "fior-fiori" di analisti ed economisti che stanno perdendo (o hanno già perso, o non hanno mai avuto) di vista che la maggior parte della gente vive la finanza come un qualche cosa che gli viene calato dall'alto, uno status quo da "stanza dei bottoni" che lo opprime . Stia tranquillo, tutti dobbiamo pagare bollette, forse il sottosrcritto riesce meglio a sbattersi per trovare soldi, ma il problema alla fine è un altro. Se ne ha la possibilità si coltivi un po' di verdura nell'orto, o sul balcone (cosa che io faccio da anni), o una capretta per il latte ed il formaggio perchè , nella peggiore delle ipotesi, cioè quella che il denaro , ma ache i debiti, che tutti noi abbiamo, non dovessero più valere nulla...almeno non si morirà di fame. Certo la mia riflessione serale, dopo un buon bicchiere di fiano di Avellino, potrà sembrare populista, demagogica, neo melodica , o leghista...ma chi se ne frega, signor Perna...questa alla fine è filosofia e c'è chi con essa mangia, basti pensare ai professori universitari (bene inteso non tutti) che campano smerciando cultura per istruzione,pretendendo di essere depositari dela verità e dimenticandosi che siamo di Dio. La stimo...demagogicamente...

 
22/09/2010 - Finire nel mirino (Diego Perna)

Come al solito il mio è un commento non esattamente da addetto ai lavori, ma di un affezionato lettore dei suoi articoli, che trovo sempre interessanti e che mi fa capire un pò di più cosa succede li nel mondo delle finanza.Devo confessare che non è che me ne fregherebbe granchè, anzi sino al quel fatidico se non ricordo male 15 settembre, non ho mai ascoltato nemmeno un risultato di borsa, per me Piazza Affari era solo uno slargo qualsiasi nel tessuto urbano milanese. Oggi, dopo che mi sono reso conto di come l'economia reale e quindi il mio lavoro e quello di tanta altra gente che si alza la mattina per guadagnarsi da vivere, pagarsi l'affitto della casa in cui vive, mandare i figli a scuola e pagare tutte le bollette e le tasse sempre in tempo per evitare sanzioni e more pesantissime alle tasche leggere dei comuni mortali, dipendano da questa specie di gioco d'azzardo e spesso truccato, dove i guadagni sono tassati al 12% anzichè al 75% se consideriamo (Inps Inail Tarsu Ici ecc., vorrei che i mercati finanziari non fossero mai esistiti, e che non ci fosse nemmeno chi accumula tanto in un giorno solo e chi la stessa cifra non la farebbe lavorando cent'anni. Un capitalismo come questo, privo di qualsiasi freno ed etica non può che portarci prima o poi, ad un punto di non ritorno, troppo denaro e potere si concentrano sempre più velocemente e inesorabilmente nelle mani di pochi. Questa crisi è frutto di questo, la Lehman B. non è la causa ma la conseguenza. Buona Fortuna

 
22/09/2010 - another brick in the wall (giorgio cordiero)

Bottarelli... tutto vero, sono dati, ma non dica che nessuno compra azioni, altrimenti come si spiega che la borsa americana sale ormai da circa 20 giorni? (ma stia certo che presto crollerà...dorma pure sonni sereni). Quando la DOMANDA supera l'OFFERTA il prezzo (l'indice) sale quindi qualcuno (magari uno stolto o molti ignoranti ) sta COMPERANDO. UN mio amico ha impeganto un po' dei suoi soldi in un etf al ribasso e sta piangendo amaramente poichè in 10 giorni ha una perdita (teorica) del 20 %, ma stiamo certi SI RIFARA'. Le previsioni sue possono vedermi daccordo,ma il maledetto vizio di gufare...per dinci non lo perderà mai. La leggo alla sera prima di andare a letto...meglio del caffe'...Buona notte. PS: anche se la borsa dovesse scendere ,o come lei prefrisce CROLLARE, vuol dire che 1000 soggeti vendono, ma c'è uno che compra altrimenti il book non si chiude: pazzo chi compra? Pazzo chi fa Buy-back?...ma siamo seri e non seriosi dai!!!