BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

FINANZA/ Ecco come cambia il sistema bancario dopo le dimissioni di Profumo

Dopo le dimissioni di Alessandro Profumo si apre un nuovo capitolo non solo per Unicredit, ma per l'intero sistema bancario. L'analisi di STEFANO CINGOLANI

Alessandro Profumo (Foto Imagoeconomica)Alessandro Profumo (Foto Imagoeconomica)

La defenestrazione di Alessandro Profumo è solo una battaglia, anche se la più eclatante finora, di una lunga guerra per il controllo di Unicredit. Il suo esito è quanto mai incerto, perché le truppe in campo sono tutte troppo deboli per prevalere. Lo sono le fondazioni bancarie, sulle quali soffia il vento leghista, lo sono i soci tedeschi anche se marciano in cordata, lo è Dieter Rampl, lo sono i libici che hanno sempre bisogno del visto di Roma. Soprattutto lo è la più grande banca italiana, la più internazionale, un tempo anche la più efficiente, cresciuta in modo impressionante nei quindici anni della gestione Profumo, e tuttavia colosso dai piedi d’argilla.

Per capire quel che sta succedendo oggi, bisogna cominciare da quel terribile settembre 2008, subito dopo il fallimento di Lehman brothers e il crollo dell’intero sistema finanziario mondiale. Unicredit cade come le altre, ma più delle concorrenti italiane, colpa della speculazione si dice, tuttavia gli speculatori si accaniscono sugli organismi fiacchi, sugli animali feriti, non su quelli sani e robusti. Sono iene, non lupi.

Profumo va in televisione per dire che va tutto bene, e produce l’effetto contrario. Capisce che deve correre ai ripari aumentando il capitale. Rifiuta salvataggi pubblici (e questo resta a suo merito) anche nella forma di Tremonti bonds (irritando il ministro dell’Economia), e chiede aiuto ai soci. Cariverona, azionista rilevante attraverso la fondazione, rifiuta, Mediobanca presieduta da Cesare Geronzi si fa garante e i libici, presenti in piccola quota come eredità di Capitalia, salgono al 5%, come tappa (lo dicono esplicitamente) di una strategia politica che li porta a riciclare i loro petrodollari nell’economia italiana.

PER CONTINUARE A LEGGERE L'ARTICOLO CLICCA IL PULSANTE >> QUI SOTTO