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Economia e Finanza

FINANZA/ Ecco come cambia il sistema bancario dopo le dimissioni di Profumo

Alessandro Profumo (Foto Imagoeconomica)Alessandro Profumo (Foto Imagoeconomica)

Come mai la Lega non alzò allora alti lai? Come mai i veronesi non misero mano, allora, al portafogli? Come mai si vuole, oggi, maggior potere con meno azioni? Altro che pesarle anziché contarle. Forse la Lega intende rivedere la legge Amato-Ciampi. Ma finché ciò non avverrà, non potranno sperare di fare gli azionisti di riferimento di nessuna banca, ammesso che ne abbiano la forza finanziaria.

 

Le fondazioni sono già troppo esposte nei confronti del sistema bancario. Caritorino impiega un terzo delle proprie risorse in Unicredit e il 16% in Atlantia (autostrade) quando la legge dice esplicitamente che questi ircocervi (come sono stati chiamati) debbono avere un portafogli diversificato e redditizio. Né né l’una né l’altra condizione viene oggi rispettata.

 

Se l’incertezza delle fondazioni è evidente, anche i tedeschi che in questa fase appaiono vincitori, mascherano da forza la loro debolezza intrinseca. Intanto è da vedere se hanno gli stessi interessi strategici (cosa vuole Allianz, ad esempio, socio di lunga data?). Eppoi la fragilità intrinseca risiede in Hypovereinsbank. Quella che è stata celebrata come la grande vittoria della strategia Profumo, si è rivelata il suo errore maggiore, sostiene la rubrica Lex sul Financial Times. Ha portato in dote gli sportelli in Baviera, ma anche debiti e mutui immobiliari ad alto rischio.

 

Crudelmente, il quotidiano della City che pure ha sempre apprezzato la vocazione mercatista di Profumo, scrive che era una banca alla quale nessuno aveva osato avvicinarsi. E’ stata risanata anche grazie ai sacrifici dei clienti e degli azionisti italiani. La Lega non protesta perché le fondazioni hanno sborsato quattrini per aiutare i tedeschi, ma se la prende con i libici che portano quattrini. Certo, il colonnello Gheddafi, ricevuto in pompa magna a Roma, è impresentabile a Verona. Ma siamo sicuri che il sindaco Tosi troverà una tavola imbandita a Monaco di Baviera?

 

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