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UNICREDIT/ Profumo, l’ultima vittima di Lehman Brothers...

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Profumo - a differenza di tanti altri - aveva coraggiosamente denunciato subito all’inizio della grande crisi, archiviandolo, il modello bancario “originate to distribute”. Quello che - in teoria - prometteva una perfetta gestione dei rischi finanziari con la loro totale polverizzazione sul mercato. Quello che invece aveva visto la banca ridotta a piazzare un mutuo insostenibile (quasi fosse una partita di droga avariata) per poi far sparire subito le tracce rimpiazzando il rischio in portafogli di risparmiatori lontani e ignari sotto forma di continue cartolarizzazioni.

 

Profumo se n’è andato, in fondo, perché stanco di una lunghissima marcia fuori dalle mura dei sistemi bancari pubblici e nazionali attraverso le terre promesse (ma sconosciute) del privato e del globale. Una marcia approdata però - lui certamente non pensava e non voleva - nella peggior crisi bancaria della storia, in una grave recessione economica. Il suo abbandono - probabilmente definitivo - merita quindi il massimo rispetto.

 

 

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COMMENTI
22/09/2010 - onore/2 (giorgio cordiero)

L'idea dell'emissione di queste obbligazioni pepetual (che sono state interamente sottoscritte) avviene a seguito della fredda reazione di Passera alla proposta di Unicredit per la creazione di un fondo paneuropeo delle banche da 20 miliardi. Questo strumento, proprio perche' non rimborsabile ,puo' essere contabilizzato tra le poste di patrimonio. Cosi', solo contabilmente, si migliroano i rapporti patrimoniali senza disperdere il controllo della stessa banca. Se questo non è un tentativo di capitalizzazione fittizzio... I "mastruzzi" ed i segnali che la terra sotto ai piedi di Profumo stesse tremando c'erano tutti. Ciò non toglie che in Italia ci sia una situazione anomala dove la politica, per il tramite delle fondazioni, può davvero essere in grado di ingerire nella governance delle banche rimane da giudicare se questo sia positivo , o negativo. Per come la pernso io è NEUTRO, nel senso che una volta (come nel caso Unicredit)la politica interviene in modo deleterio ed un'altra (avendo di fatto impedito il fenomeno sub primes) fa bene. Sicuramente rappresenta un forte limite al libero mercato e questo, nel medio lungo periodo si riperquote in modo negativo. Italia: paese di Santi, poeti , naviganti ed ELETTORI. Ri confermo la mia personale stima verso Profumo.

 
22/09/2010 - l'onore e il rispetto (giorgio cordiero)

Ho già commentato ieri, esprimendo tutta la mia stima ed il mio rispetto ad Alessandro Profumo, credo però che egli avesse già da tempo la netta sensazione, per non dire certezza che quello che si è verificato ieri, DOVESSE avvenire.Il 14 di Luglio infatti egli annuncia che UNICREDIT emetterà un obbligazione PERPETUA (senza scadenza, ma rimborsabile dall'emittante dopo 10 anni) per complessivi 500 milioni, si tratta, a suo dire di UNO STRUMENTO INNOVATIVO. In realtà a novembre del 2009 la stessa UNICREDIT aveva gia emesso 750 milioni di euro di un obbligazione omologa e prima vi era stata un emissione simile (ma non ricordo per quale importo) nel lontano 2000. Premesso che quel giorno io intervengo in radio (non da solo) su radio24 per dire che le obbligazioni perpetue non sono affatto uno strumento innovativo e che IntesaSanpaolo (per dirne una delle molte) fa la medesima cosa da anni. Si tratta di obbligazioni riservate agli istituzionali con taglio minimo di 50/100 mila euro a seconda delle emissioni.L'obbligazione perpetua paga per i primi anni un tasso fisso molto elevato (quasi roba da junk bond) poi :o viene rimborsata alla pari , oppure si trasforma in un tsso variabile con spreads e sistemi di indicizzazione molto penalizzanti per l'emittente.L'aberrazione di queste obbligazioni consiste nel fatto che si tratta (in teoria di) un debito che non verra' mai rimborsato...continua