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FINANZA/ C'è un nuovo allarme debito che scuote l’Europa

Pubblicazione:giovedì 23 settembre 2010

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

E tre! Dopo Peter Orszag e Christina Romer, ora anche Larry Summers, principale consigliere economico di Barack Obama, ringrazia e saluta: a novembre tornerà a insegnare ad Harvard. Difficile dar loro torto: da un lato la situazione appare sempre meno gestibile, dall’altro la scelta della Fed di dar vita a una nuova ondata di stimolo rischia di creare le condizioni della “bolla perfetta” di debito pubblico.

 

Anche perché nelle stanze della politica di Washington cominciano a circolare voci preoccupanti, filtrate ovviamente da New York: lo yuan cinese, infatti, potrebbe deprezzarsi ulteriormente più che apprezzarsi a causa della bolla del settore real estate cinese che starebbe per esplodere. La pensa così, almeno, Jim Chanos, fondatore dell’hedge fund Kynikos Associates, notoriamente protagonista di politica “da orso” verso la Cina.

 

Una bella scommessa, visto che da nove giorni a questa parte lo yuan si sta apprezzando contro il dollaro dopo le sparate congiunte di Barack Obama e Tim Geithner contro il mancato rispetto degli accordi monetari da parte di Pechino. «Pensiamo - dichiara a ilsussidiario.net Chanos - che ci sia una grossa bolla speculativa in Cina e questo potrebbe avere un effetto urto nei confronti di certe commodities e materiali. Non faccio mistero del fatto che noi come fondo siamo short su aziende di costruzione immobiliare e anche aziende che trattano materiali basici per l’edilizia».

 

Il problema è che oggi l’export netto non contribuisce più come prima alla crescita economica del paese e le autorità cinesi stanno prendendo in seria considerazione una nuova politica di stretta per quanto riguardo il mercato immobiliare. In questo quadro, quindi, il rischio è un deprezzamento dello yuan, ipotesi che rimetterebbe il turbo alle esportazioni, ma che creerebbe problemi insopportabili per gli Stati Uniti.

 

«Occorre mettersi ottime lenti quando si guarda ai dati macro offerti dalle autorità cinesi, perché ciò che vediamo è quasi sempre ciò che vogliono farci vedere. La loro unica preoccupazione ora è di correre sempre di più per mantenere quei numeri legati al Pil, questo è il problema. In Cina tutto è legato ai numeri, alla politica del salvare la faccia e questo anche perché rispetto all’Occidente in Cina non esiste libero mercato, la maggior parte delle attività economiche sono fatte attraverso imprese controllate dallo Stato e banche statali o semi-statali», prosegue Chanos.

 

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COMMENTI
23/09/2010 - Il vero problema (Fabrizio Terruzzi)

"è abbastanza facile vendere bonds con rendimenti di quel genere, il problema è che prima o poi quel denaro devi ripagarlo". Il vero problema non è il pagamento del debito ma la capacità di pagare gli interessi. E' questo che genera il timore di default. Ragione per cui i tassi sono destinati a rimanere bassi per molti anni e negativi in termini reali, con la speranza che l'inflazione si mangi nei prossimi anni parte del peso del debito, alla faccia della BCE. Purtroppo manca o non è nota quale sia la strategia a lungo termine di BCE o degli stati per riportare sotto controllo la situazione e i provvedimenti attuali sembrano avere compiti di tamponamento temporaneo delle falle nella speranza di trovare (chissà come) una migliore soluzione in futuro. E' questo "chissà come" che genera le incertezze dei mercati e chi di dovere dovrebbe spingere, Bce, autorità monetarie e quant'altri, a fare chiarezza.