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FINANZA/ Forte: ecco perché i tedeschi preferiscono Tremonti al modello Profumo

«Le fondazioni? Hanno peccato di miopia. Tremonti? Mi sembra dispiaciuto, ma non del tutto». FRANCESCO FORTE, economista, parla dell’uscita di Alessandro Profumo dal gruppo UniCredit

profumo_trafficoR375.jpg (Foto)

«Profumo? La sua uscita non è estranea al lungo processo di disgregazione politica della sinistra. Le fondazioni? Hanno peccato di miopia. Il loro vero interesse non è la non internazionalizzazione della banca, ma che questa sia più redditizia. Tremonti? Mi sembra dispiaciuto, ma non del tutto». Francesco Forte, economista, parla con il sussidiario dell’uscita di Alessandro Profumo dal gruppo UniCredit e degli scenari che ora si aprono.

Professore, come vede l’uscita dell’Ad di UniCredit, avvenuta in modo così repentino e convulso?

 

Quello dei libici è stato solo un pretesto, lo scoppio di una tensione crescente tra il gruppo delle fondazioni bancarie e il manager. Non dimentichiamo che Profumo era in UniCredit come uomo delle fondazioni bancarie. Nell’ultimo periodo ha cercato di esserne autonomo, ampliando la banca attraverso una rete di azionisti internazionali, ma il meccanismo si è rotto. In più, Profumo era politicamente debole.

Cosa intende dire?

La sua uscita non è estranea al lungo processo di disgregazione politica della sinistra. Perché se Profumo ha scalato il potere bancario, la sua fortuna iniziale è di natura politica: senza Romano Prodi non sarebbe arrivato dove lo abbiamo visto e senza le fondazioni bancarie non sarebbe rimasto dov’è stato fino all’altro ieri. Lo scenario è cambiato. Le fondazioni non hanno più un riferimento politico unitario e a Profumo è venuta meno la vecchia copertura politica che in questo frangente lo avrebbe aiutato non poco.

Perché le fondazioni sono arrivate alle resa dei conti con Profumo?

Coi soldi delle fondazioni Profumo ha ricapitalizzato UniCredit senza però dare grandi dividendi e facendo loro perdere, in prospettiva, il controllo di una banca in cui esse avevano messo non solo molto denaro ma anche un po’ della loro politica. Quando ha dato alle fondazioni il segnale che mano a mano che lui andava avanti avrebbe gestito da manager autonomo la banca, queste hanno deciso che poteva bastare. Ma anche le fondazioni hanno sbagliato.

In che cosa?

Hanno peccato di miopia. Il loro vero interesse non era la non internazionalizzazione della banca, ma che questa fosse più redditizia.

Questo discorso vale anche per la Lega?

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COMMENTI
24/09/2010 - Esperti e salumieri (Vittorio Cionini)

Per merito di tutti questi esperti a livello internazionale abbiamo creato un "casino" in cui nessuno capisce più nulla. Io conosco un salumiere che alcuni giorni fa mi dava delle spiegazioni interessanti sulla possibilità di trasformare azioni, obbligazioni, derivati, swap etc tritandoli tutti assieme per farne dei nuovi tipi di salami che potrebbero essere collocati sul mercato. Mi è sembrata una buona idea. Intanto vado a comprare un poco di grano prima che finisca tutto in Cina. Ad maiora. Vittorio Cionini

 
23/09/2010 - customer satisfaction (giorgio cordiero)

Il professor Forte (me lo ricordo all'università di Torino) , coetaneo di mia madre e uomo che stimo da sempre. Analisi lmpida che spiega anche il sucesso e la carriera fulminea del"ragazzo" Alessandro profumo. La politica lo ha fatto divenire top manager e la medesima lo sta congedando. Si può dire tutto,ma non che Profumo non fosse uno che faceva quello per cui era pagato: gli interessi dell'azionista. Il ROE (return on equity) degli anni scorsi è stato realizzato anche sulla pelle degli sportellisti e delle aziende clienti a suon di obbligazioni strutturate, di certificates o di lending garantiti da swaps sui cambi (magari Il buon Bottarelli potrebbe spiegare di cosa si tratta)...il problema è la soddisfazione dei clienti, ma i clieni non sono quelli che vanno in banca a mettere i loro soldi, o a chiedere finanziamenti (la banca dovrebbe fare QUESTO) bensì sono gli AZIONISTI...lega, tedeschi e libici compresi ed il manager è un loro uomo , o melgio un loro dipendente/fornitore...Professor Forte mi spieghi questo, lo spieghi ad un ragazzo che potebbe essere suo fuglio, lo spieghi da ex ministro dell'economia, lo spieghi da ex socialista , o lo spieghi a se stesso...forse sarebbe meglio. Secondo me il signor Sasso voleva chiederle questo. Grazie...con rispetto (un quarantenne che anche a causa del suo operato dovrà lavorare fino a 68/70 ANNI)Grazie per la politica del consenso.Forte...mediti ...con rispetto.

 
23/09/2010 - occhio alla economia reale (attilio sangiani)

Se è vero che, oggi, i tedeschi sono più attenti alla "economia reale", cioè alla produzione "vera" di beni e servizi, piuttosto che agli utili delle speculazioni finanziarie,dopo la crisi mondiale provocata proprio dalle dissennate speculazioni in Usa (e non solo),credo che abbiano ragione di temere le iniziative di Profumo. Credo pure che i dirigenti delle "fondazioni" abbiano ancora la mentalità di quando dirigevano le Casse di Risparmio e simili. In quegli anni le CR promuovevano lo sviluppo delle imprese "vere" nel territorio di loro competenza, soprattutto le Pmi. Ciò non mi sembra un male, non mi sembra miopia, e può spiegare la convergenza con i soci "tedeschi".

 
23/09/2010 - l'utile di Unicredito (PAOLA CORRADI)

Mi pare che nonostante tutto la banca avesse degli utili comunque il valore della banca non deve essere solo valutato dagli utili ma dalla reale capacità di rispondere alle varie necessità del Paese. Se una famiglia mette al mondo 10 figli, il valore di questa famiglia è dato dai risparmi o dal fatto che ha messo al mondo 10 creature? Su questo punto credo che la Lega di Bossi e tutti i suoi Bossini debbano riflettere perchè diversamente avremo tanti bei vecchietti con tanti bei risparmietti da parte che però non potranno più generare nulla!!!! I soldi non sono tutto purtroppo quando uno è Veneto non lo capisce.

 
23/09/2010 - Performance "profumate" (Alessandro Sasso)

Scusate, ma quando uno arriva a finanziare con centinaia di milioni una società di calcio fallita come la Roma senza alcuna garanzia di veder tornare indietro i soldi, cosa si pretende, che le fondazioni venete non se la leghino al dito? Per non parlare dei buchi aperti nell'est Europa.... Credo che l'ultimo a piangere sia proprio l'ex AD di UNICREDIT (e vorrei vedere avendo sotto il naso il "profumo" di 40 milioni di euro! E dovremmo pure battergli le mani per la generosità di spenderne 2 in beneficenza.....). Perchè i cosidetti esperti continuano a straparlare pensando che la gente che legge Ilsussidiario sia mediamente stupida, incolta e disinformata?

RISPOSTA:

Caro Sasso, il tono del suo commento è ingiustamente offensivo nei confronti del prof. Forte, che non mi pare proprio il caso di definire un "cosiddetto esperto". Se avesse del tempo da spendere le consiglio di consultarne il breve profilo disponibile su Ilsussidiario o di digitare il nome di Forte su google dove sono certo che troverà le notizie di cui necessita. Lei poi mette Forte nel novero di quelli che accusa di "straparlare pensando che la gente che legge Ilsussidiario sia mediamente stupida, incolta e disinformata"; accuse infondate, che evidentemente sono vere soltanto nel suo caso, caro Sasso, e che lei dunque rivolge, senza saperlo, soprattutto a se stesso, perché non è questa la prima volta che si parla di Unicredit su questo giornale. Averlo visto o meno però dipende da lei, non da noi; come non è colpa nostra il fatto che lei pretenda di trovare affrontati, nello spazio di un’intervista dedicata all’ultimo fatto di cronaca, tutti i nodi pregressi della questione Unicredit. Le chiediamo cortesemente di moderare dunque i toni, per favore. PS: per quanto riguarda i finanziamenti alla Roma calcio, si informi, perché quello che dice non sta né in cielo né in terra. Federico Ferraù

 
23/09/2010 - La politica e le banche (PAOLA CORRADI)

Primo non credo assolutamente che le Fondazioni Venete abbiano agito senza il consenso del loro segretario. La lega è un partito molto verticista che non ammette libere interpretazioni delle scelte politiche. Perchè allora il segretario avrebbe ritirato la mano? Forse perchè ha visto che il popolo non ha molto apprezzato questa operazione... Comunque è un falso storico che la politica non debba entrare nelle banche come in tutte le principali attività del paese. Infatti la realtà è diversa! In Italia poi con la nostra mentalità non lo credo proprio possibile. Allora come si deve fare? Chi in questo momento ha in mano il governo, governi, altrimenti gli Italiani avrebbero eletto Bossi come capo del governo, cosa che non è stato. Possibilmente lasciando perdere gli schieramenti politici e guardando più in là per il bene del Paese, tutto il resto è fuffa!