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FINANZA/ Forte: ecco perché i tedeschi preferiscono Tremonti al modello Profumo

profumo_trafficoR375.jpg (Foto)

Che il meccanismo delle fondazioni bancarie non è adatto allo sviluppo del territorio. Che può competere solamente o alle banche popolari o a quelle di credito cooperativo, e bisogna farsene una ragione.

 

Secondo Giavazzi ha vinto la logica dei «piccoli feudi» e delle ingerenze territoriali su quella dello sviluppo di una grande multinazionale italiana del credito, basata sul progetto di una grande struttura bancaria unificata.

 

Profumo era solo agli inizi del suo progetto e il suo risultato non va sopravvalutato. Poi, pur avendo il disegno generale, ha avuto il difetto di vedere più la finanza che l’economia reale. Diciamo che ha lanciato un messaggio che bisognerebbe saper cogliere: che tipo di banca multinazionale vogliamo? Il modello inglese, che ha portato al disastro la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, o un modello di banca che si occupa di produzione?

 

Non potrebbe essere questo il vero motivo per cui la posizione delle fondazioni azioniste ha incontrato quella dei soci tedeschi?

 

Il socio tedesco era probabilmente preoccupato che Profumo non fosse l’uomo giusto per dare vita a una banca che si occupi di produzione e non di derivati e di alta finanza. Non dimentichiamo quello che le banche hanno combinato in Germania. In questo ragionamento di alto profilo non poteva mancare un motivatore contingente: intanto comincio a contare di più nel mio gruppo.

 

 

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COMMENTI
24/09/2010 - Esperti e salumieri (Vittorio Cionini)

Per merito di tutti questi esperti a livello internazionale abbiamo creato un "casino" in cui nessuno capisce più nulla. Io conosco un salumiere che alcuni giorni fa mi dava delle spiegazioni interessanti sulla possibilità di trasformare azioni, obbligazioni, derivati, swap etc tritandoli tutti assieme per farne dei nuovi tipi di salami che potrebbero essere collocati sul mercato. Mi è sembrata una buona idea. Intanto vado a comprare un poco di grano prima che finisca tutto in Cina. Ad maiora. Vittorio Cionini

 
23/09/2010 - customer satisfaction (giorgio cordiero)

Il professor Forte (me lo ricordo all'università di Torino) , coetaneo di mia madre e uomo che stimo da sempre. Analisi lmpida che spiega anche il sucesso e la carriera fulminea del"ragazzo" Alessandro profumo. La politica lo ha fatto divenire top manager e la medesima lo sta congedando. Si può dire tutto,ma non che Profumo non fosse uno che faceva quello per cui era pagato: gli interessi dell'azionista. Il ROE (return on equity) degli anni scorsi è stato realizzato anche sulla pelle degli sportellisti e delle aziende clienti a suon di obbligazioni strutturate, di certificates o di lending garantiti da swaps sui cambi (magari Il buon Bottarelli potrebbe spiegare di cosa si tratta)...il problema è la soddisfazione dei clienti, ma i clieni non sono quelli che vanno in banca a mettere i loro soldi, o a chiedere finanziamenti (la banca dovrebbe fare QUESTO) bensì sono gli AZIONISTI...lega, tedeschi e libici compresi ed il manager è un loro uomo , o melgio un loro dipendente/fornitore...Professor Forte mi spieghi questo, lo spieghi ad un ragazzo che potebbe essere suo fuglio, lo spieghi da ex ministro dell'economia, lo spieghi da ex socialista , o lo spieghi a se stesso...forse sarebbe meglio. Secondo me il signor Sasso voleva chiederle questo. Grazie...con rispetto (un quarantenne che anche a causa del suo operato dovrà lavorare fino a 68/70 ANNI)Grazie per la politica del consenso.Forte...mediti ...con rispetto.

 
23/09/2010 - occhio alla economia reale (attilio sangiani)

Se è vero che, oggi, i tedeschi sono più attenti alla "economia reale", cioè alla produzione "vera" di beni e servizi, piuttosto che agli utili delle speculazioni finanziarie,dopo la crisi mondiale provocata proprio dalle dissennate speculazioni in Usa (e non solo),credo che abbiano ragione di temere le iniziative di Profumo. Credo pure che i dirigenti delle "fondazioni" abbiano ancora la mentalità di quando dirigevano le Casse di Risparmio e simili. In quegli anni le CR promuovevano lo sviluppo delle imprese "vere" nel territorio di loro competenza, soprattutto le Pmi. Ciò non mi sembra un male, non mi sembra miopia, e può spiegare la convergenza con i soci "tedeschi".

 
23/09/2010 - l'utile di Unicredito (PAOLA CORRADI)

Mi pare che nonostante tutto la banca avesse degli utili comunque il valore della banca non deve essere solo valutato dagli utili ma dalla reale capacità di rispondere alle varie necessità del Paese. Se una famiglia mette al mondo 10 figli, il valore di questa famiglia è dato dai risparmi o dal fatto che ha messo al mondo 10 creature? Su questo punto credo che la Lega di Bossi e tutti i suoi Bossini debbano riflettere perchè diversamente avremo tanti bei vecchietti con tanti bei risparmietti da parte che però non potranno più generare nulla!!!! I soldi non sono tutto purtroppo quando uno è Veneto non lo capisce.

 
23/09/2010 - Performance "profumate" (Alessandro Sasso)

Scusate, ma quando uno arriva a finanziare con centinaia di milioni una società di calcio fallita come la Roma senza alcuna garanzia di veder tornare indietro i soldi, cosa si pretende, che le fondazioni venete non se la leghino al dito? Per non parlare dei buchi aperti nell'est Europa.... Credo che l'ultimo a piangere sia proprio l'ex AD di UNICREDIT (e vorrei vedere avendo sotto il naso il "profumo" di 40 milioni di euro! E dovremmo pure battergli le mani per la generosità di spenderne 2 in beneficenza.....). Perchè i cosidetti esperti continuano a straparlare pensando che la gente che legge Ilsussidiario sia mediamente stupida, incolta e disinformata?

RISPOSTA:

Caro Sasso, il tono del suo commento è ingiustamente offensivo nei confronti del prof. Forte, che non mi pare proprio il caso di definire un "cosiddetto esperto". Se avesse del tempo da spendere le consiglio di consultarne il breve profilo disponibile su Ilsussidiario o di digitare il nome di Forte su google dove sono certo che troverà le notizie di cui necessita. Lei poi mette Forte nel novero di quelli che accusa di "straparlare pensando che la gente che legge Ilsussidiario sia mediamente stupida, incolta e disinformata"; accuse infondate, che evidentemente sono vere soltanto nel suo caso, caro Sasso, e che lei dunque rivolge, senza saperlo, soprattutto a se stesso, perché non è questa la prima volta che si parla di Unicredit su questo giornale. Averlo visto o meno però dipende da lei, non da noi; come non è colpa nostra il fatto che lei pretenda di trovare affrontati, nello spazio di un’intervista dedicata all’ultimo fatto di cronaca, tutti i nodi pregressi della questione Unicredit. Le chiediamo cortesemente di moderare dunque i toni, per favore. PS: per quanto riguarda i finanziamenti alla Roma calcio, si informi, perché quello che dice non sta né in cielo né in terra. Federico Ferraù

 
23/09/2010 - La politica e le banche (PAOLA CORRADI)

Primo non credo assolutamente che le Fondazioni Venete abbiano agito senza il consenso del loro segretario. La lega è un partito molto verticista che non ammette libere interpretazioni delle scelte politiche. Perchè allora il segretario avrebbe ritirato la mano? Forse perchè ha visto che il popolo non ha molto apprezzato questa operazione... Comunque è un falso storico che la politica non debba entrare nelle banche come in tutte le principali attività del paese. Infatti la realtà è diversa! In Italia poi con la nostra mentalità non lo credo proprio possibile. Allora come si deve fare? Chi in questo momento ha in mano il governo, governi, altrimenti gli Italiani avrebbero eletto Bossi come capo del governo, cosa che non è stato. Possibilmente lasciando perdere gli schieramenti politici e guardando più in là per il bene del Paese, tutto il resto è fuffa!