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TELECOM/ Ecco la nuova strategia di Bernabè (e Mentana) contro Mediaset

Pubblicazione:venerdì 24 settembre 2010

Franco Bernabè (Foto Imagoeconomica) Franco Bernabè (Foto Imagoeconomica)

Fra i tanti che guardano con particolare interesse alle vicende di Unicredit dopo l’uscita di scena di Alessandro Profumo, c’è anche Franco Bernabè, amministratore delegato di Telecom Italia. Questo cambio così repentino alla guida del primo gruppo bancario italiano rappresenta qualcosa di rivoluzionario nel sistema del potere finanziario.

 

Chi ha voluto davvero l’uscita del manager genovese dopo 15 anni di onorato servizio durante i quali ci sono state più luci che ombre? Chi prenderà il suo posto? Quando ci sarà il passaggio di testimone? E quali saranno i nuovi equilibri nelle stanze della finanza che conta?

 

Bernabè guarda a questa partita anche con un po’ di distacco, da spettatore, certo. Ma con molta partecipazione. Fino a tempi relativamente recenti, era la sua poltrona a essere messa in discussione quasi quotidianamente da un gruppo di azionisti (Intesa, Mediobanca, Generali e Telefonica) sempre in contrasto l’uno con l’altro e indecisi sul futuro da assegnare alla società telefonica.

 

Ora invece quei venti di guerra sembrano essersi placati. Il più severo critico di Bernabè, Cesare Geronzi, da quando è passato dalla presidenza di Mediobanca a quella della Generali pare meno interessato a modificare il corso delle cose in Telecom (anche se non si può mai dire, quando si tratta di Geronzi); gli azionisti esterni al patto di sindacato (la famiglia Fossati) hanno smesso le loro ricorrenti critiche al management lanciate a mezzo stampa; gli spagnoli di Telefonica paiono rassegnati, per il momento, a continuare nella loro avventura italiana così com’è (anche se non è propriamente felicissima e di loro soddisfazione). Quindi acque più tranquille per l’amministratore delegato di Telecom, che ne può approfittare (e lo ha fatto) per prendere alcune decisioni non rivoluzionarie, ma importanti per la sua azienda.

 

Si tratta di una strategia di piccoli passi, che sembra studiata per non dare nell’occhio, per non risollevare quei polveroni che in passato hanno provocato polemiche a non finire. Così, per esempio, Bernabè ha potuto annunciare il lancio della cosiddetta nuvola, una nuova piattaforma di servizio concepita per la piccole e medie imprese; ha potuto affermare (senza che nessuno gridasse alla scandalo) che la tanto dibattuta rete a banda larga, oggetto di infinite guerre politico-finanziarie, la farà la Telecom stessa. Ma in queste settimane, grazie al clima così mutato attorno a lui, Bernabé può anche godersi un successo personale al quale tiene particolarmente.

 

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