BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

TELECOM/ Ecco la nuova strategia di Bernabè (e Mentana) contro Mediaset

Franco Bernabè (Foto Imagoeconomica)Franco Bernabè (Foto Imagoeconomica)

Come tutti sanno, l’arrivo di Enrico Mentana a La 7, la rete controllata appunto da Telecom Italia, con l’avvio del nuovo telegiornale è stato un evento di assoluto rilievo nel microcosmo televisivo italiano. Gli ascolti sono schizzati, praticamente triplicati rispetto a quelli che registrava tradizionalmente quel tg sempre considerato un fratello minore. E l’effetto Mentana sembra esercitare una benevola influenza su tutta la rete. Certo è presto per cantare vittoria: l’audience è complessa da misurare e valutare; non bastano poche settimane per poter affermare di aver vinto una partita; il successo (indiscutibile, ammesso e celebrato anche da tutta la concorrenza) ha bisogno di tempo, deve consolidarsi, trasformarsi in una tendenza costante. Tutto vero. Però quel guizzo nel numero di telespettatori che la sera schiacciano il tastino numero 7 del loro telecomando c’è stato, e qualcosa vuol dire.

 

Intanto vuol dire che Bernabè si sente sicuro sulla sua poltrona. Aver chiamato uno dei giornalisti anchorman più famosi d’Italia, uscito da poco più di un anno - e litigando - dalle reti Mediaset di Silvio Berlusconi, non è stato un atto neutro, la mossa di ordinaria amministrazione di un manager che cerca di fare il meglio possibile nell’azienda che gli è stata affidata. La scelta di Mentana significa che Bernabè ha deciso di smettere con la politica seguita finora da Telecom: lasciar vivacchiare La 7 (accettando di ripianarne ogni anno le perdite) senza però permetterle di diventare un vero competitor di Rai e Mediaset.

 

Detta in termini molto semplici, Bernabè ci prova. Tenta di fare di quella rete televisiva una realtà che possa camminare sulle sue gambe, trovarsi uno spazio di mercato. E i primi numeri che arrivano dopo l’ingresso di Mentana (certo provvisori, come si è detto, ma promettenti) indicano che l’operazione potrebbe riuscire. Se la crescita di audience registrata dal tg si trasferisse, anche in parte, sull’intera rete, allora La 7 potrebbe presentarsi con buone credenziali all’utenza pubblicitaria, portando via una fetta di quegli ambitissimi spot che rappresentano un buona parte del fatturato della Rai e la totalità di quello Mediaset.

 

Una mossa vincente, dunque, anche se non molto gradita in casa Mediaset, che è anche casa del presidente del Consiglio. Se Bernabè ha deciso di poterla fare, ci avrà prima pensato bene.

© Riproduzione Riservata.