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SCENARIO/ Pelanda: ecco come "salvare" l'Italia dall'attacco della Bce

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Inoltre, la Cina, come il Giappone, non mostra segni di accettare la rivalutazione della sua moneta e così aiutare l’economia americana. Ma, soprattutto, in America circola una teoria, non detta apertamente per pudore, che in caso di bolla di inflazione l’America stessa ne soffrirà di meno delle altre economie colpite dal contagio. Il suo mercato interno più efficiente, infatti, è in grado di far rientrare l’inflazione prima di altri.

 

In sintesi, c’è il rischio di una caduta eccessiva del dollaro con destabilizzazione finale e globale, attorno al 2013-14, dovuta a inflazione incontenibile, e di una precedente crisi recessiva già nel 2011 nell’eurozona. L’unico modo per ridurre tale rischio è quello di un accordo monetario internazionale che ponga limiti al gioco svalutativo. Germania e Italia hanno il massimo interesse per spingere l’eurozona a ottenerlo.   

 

www.carlopelanda.com

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COMMENTI
27/09/2010 - serpente/2 (giorgio cordiero)

...Cominciare ad incamerare derivati tossici e a trasformarli in quote di debito pubblico...magari a 30 anni, alla stregua di quello che fu fatto in Italia per i debiti delle squadre di calcio. Mi rendo conto che il paragone sia azzardato,ma avviene solo a titolo esemplificativo. Questa politica di tipo continental/protezionista, mascherato da competitività tra stati, NON PORTA DA NESSUNA PARTE, semmai rimanda il problema e lo amplifica, poichè, una volta esaurita la lotta tra continenti, se ne uscirebbe con la schiena a pezzi. In un contesto di globalizzazione, gli equilibri tra gli stati vanno SANCITI e non lasciati alla libera iniziativa di singoli governi. Vi ricordate il Sistema Monetario Europeo? (serpente monetario). Questo funzionò bene (almeno fino al 1992)...funzionò in un continente che aveva una stretta correlazione ed interdipendenza, ma ora che questo fenomeno si è allargato a livello globale, chiedo al WTO ,all'OCSE, al G20 di discutere la possibilità di un SISTEMA MONETARIO GLOBALE, che comprenda USA; EUROPA; GIAPPONE; CINA; RUSSIA; INDIA; BRASILE; SUD AFRICA, come minimo. In questo modo si eliminerebbe speculazione (gli swaps sui cambi non avrebbero più senso) e si ragionerebbe di leciti guadagni e lecita competitività ENTRO UNA FASCIA DI OSCILLAZIONE a salvaguardia dello sviluppo reale di tutto i membri, nonchè del benessere delle popolazioni. Trovo che , oltre agli economisti, anche i politici ne avrebbero un ritorno notevole in termini di consenso.

 
27/09/2010 - Il ritorno del serpente (giorgio cordiero)

Come sempre il prof. Pelanda centra il nocciolo della questione. Non mi stanco di ripetere che il denaro è una convenzione e che come tale ha un valore attribuibile molto diverso da quello nominale.Il fattore che crea inflazione è l'eccesso di moneta stampata e questo può avvenire per motivi diversi: A)eccesso di domanda (di moneta)B)eccesso di liquidità immessa dalle banche centrali per far fronte alle esigenze di funzionamento del mercato c)eccessivo aumento dei prezzi a seguito di aumento di domanda di beni e conseguente necessità di nuova immissione di liquidità D) emissione di carta moneta a fronte di rimborsi di quote di debito pubblico (o privato) non piu' sottoscritto dal mercato. Questa è l'inflazione ...chiamiamola tradizionale, ma , secondo me ve ne è un'altra del tutto nuova : quella provocata dalla SVALUTAZIONE del denaro provocata dall'effetto leva degli strumenti finanziari derivati...Il denaro non vale più nulla , quindi occorre stamparne di nuovo per poter compensare la svalutazione. Questo ultimo e nuovo modello inflattivo è secondo me la vera ragione per la quale gli USA, (che hanno in pancia il maggior plus/minus valore provocato dai derivati) , cominciano a preparare una exit strategy dal mondo della finanza fuffa , ma prima devono giocare la partita sui cambi. Nel momento in cui in Europa si dovessero venire a compiere le previsioni fatte dal prof. Pelanda...allora l'america avrebbe più margine inflattivo e potrebbe cominciare...