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FINANZA/ Cina e Russia si preparano a strozzare Europa e Italia

I rapporti tra Cina e Stati Uniti sono sempre più tesi e Pechino ora guarda con più interesse alla Russia. MAURO BOTTARELLI ci spiega come questa situazione danneggi l’Europa

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Sembrerò paranoico, ma non riesco a capacitarmi del fatto che la grande stampa stia snobbando la grave crisi dei rapporti tra Cina e Stati Uniti e le ripercussioni che questa sta riverberando sugli equilibri geo-economici futuri. Certo, l’addio di Alessandro Profumo, la crisi del debito europeo, Basilea 3 sono argomenti assolutamente degni di attenzione, ma se salta il rapporto simbiotico di mutua assistenza tra i due giganti, tutto il resto rischia di trasformarsi in un romanzetto d’appendice. E i segnali che giungono in queste ore, parlano una lingua poco rassicurante.

 

Per Tom Winnifrith, amministratore delegato di New Rivington Street Holdings, infatti, «la supremazia statunitense garantita dal fatto di essere la prima economia del mondo finirà molto presto e per questo, a livello di grandi investitori globali, l’oro viene visto con un investimento migliore del dollaro. Non stupiamoci, quindi, dei conti record aurei e del fatto che la crescita del metallo prezioso continuerà. Il deficit commerciale e il debito stanno continuando a crescere e le autorità sono riluttanti a cercare soluzioni per il problema che non siano le politiche di quantitative easing, ovvero stampare moneta a più non posso.

 

Parliamoci chiaro, l’America è praticamente proprietà della Cina. Questa situazione mi ricorda il 1900, quando la sterlina era la valuta riserva mondiale, salvo poi arrivare il 1948 e il collasso dell’Impero britannico. L’America sta facendo ciò che fece la Gran Bretagna: gli Usa spendono molto più di quanto possono permettersi e non sta cercando soluzioni al problema. Nel 1832 Cina e India erano le principali economie mondiali ed entro il 2032 recupereranno questo status: i 200 anni di supremazia britannica e statunitense sono stati un’aberrazione che ora cambierà. Il declino degli imperi è sempre accaduto molto più velocemente di quanto la gente credesse: a mio avviso, l’oro resterà un migliore investimento rispetto al dollaro per almeno venti anni».

 

Forse un po’ eccessivo ma il quadro, amici miei, è questo. Nel silenzio generale, infatti, la Cina sta continuando a provocare i principali competitor globali. Dopo la disputa diplomatica con il Giappone, risolta mostrando i propri muscoli economici, due giorni fa Pechino ha ulteriormente alzato l’asticella della tensione imponendo tariffe esorbitanti sull’import di pollame statunitense.

 

Domenica il ministro del Commercio cinese ha annunciato attraverso il proprio sito Internet che sarebbero in un’avanzata fase di studio, l’imposizione di tariffe del 105,4% sul pollame degli Usa, una decisione frutto - dice Pechino - di uno studio antidumping in base al quale gli Stati Uniti starebbero importando in Cina pollame in pezzi a prezzi minori di quanto non gli costi allevarlo e produrlo. Vero? Falso? Difficile dirlo, ciò che giunge dalla Cina va sempre preso con le pinze, ma il fatto che l’indagine sia partita due giorni dopo l’imposizione da parte di Barack Obama di tariffe altissime sull’import di alcune componenti meccaniche cinesi, parla la lingua di una guerra commerciale con tutti i crismi.

 

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COMMENTI
28/09/2010 - Strozzare l'Europa?! (Lorenzo ROMANO)

Purtroppo, è l'unico caso degli ultimi 200 anni nel quale "la mano invisibile" sta veramente aggiustando i mercati! I cinesi hanno un forte surplus di dollari e questo li vincola tantissimo alle politiche USA che nel frattempo oltre a stamparne altri, pensano anche di cambiare il verso/recto dei dollari (per distinguerli meglio da quelli incassati dai cinesi?). I Russi sono i migliori partners degli europei per via dell'enorme quantità di gas ceduto (e c'è un secondo fornitore!). Gli USA scaricano un po' della loro inflazione sull’euro e allora, a chi conviene destabilizzare? Solo ai petrolieri arabi che vorrebbero qualche loro califfato nel vecchio continente, non so, Parigi, Londra, Roma...

 
28/09/2010 - galline/2 (giorgio cordiero)

Questo avviene poichè è ripresa a piene mani la vendita di debito usa da parte dei cinesi. In realtà i cinesi stanno facendo un gran favore agli USA , al punto che sono convinto che ci siano accordi taciti, ma sanciti ,tra i due paesi. Gli USA hanno bisogno del dollaro basso, poichè in questo modo possono riprendere ad esportare in modo competitivo ed evitare il double deep.Inoltre, alleggerendo il debito americano detenuto dai cinesi, si allenta un po' il timore di "cinesizzazione" degli USA. Chiaro è che la Cina si tuteli dall'eventuale aggressione di un mercato statunitense con misure proitezioniste e lo faccia nel settore alimentare (i polli) , proprio quello che vedrebbe maggiore penetrazione sul mercato, visto che i cinesi sono tanti ed hanno pure fame (non solo di soldi). Vede Bottarelli che la notizia che lei fornisce ,interpretandola in modo negativo, può avere sviluppi esattamente opposti a quelli da lei ipotizzati. L'informazione completa è questa: si da la notizia e se ne forniscono le possibili interpretazioni, nell'un senso e nell'altro, altrimenti diviene disinformazione. Si arrabbi se vuole, ma mi creda. Per quanto riguarda la Russia: l'unica fonte che questi hanno per sopravvivere come economia è il gas ed è logico e lecito che cerchino di farselo pagare di più. L'Europa in tutto questo è passivo spettatore e su questo lei ha assolutamente ragione

 
28/09/2010 - Galline in fuga (giorgio cordiero)

Forse meglio dire polli, visto l'articolo. Bottarelli, lei non PARE paranoico, lo e'(scherzo ovviamente). Facezie a parte, la sua analisi è un punto di vista, ma veniamo al contenuto dell'articolo di oggi,pieno, pieno, come sempre di belle notizie. L'interconnessione tra USA e Cina è ben lungi dall'essere terminata ed è altresi logico che la Cina cerchi giustamente di ribadire un suo ruolo. I cinesi sono il popolo più numeroso del mondo ed è naturale che, prima o poi, arriveranno al vertice dell'economia mondiale, ma hanno bisogno del mondo per vivere e per sopravvivere, La "CHINA INVESTMENT CORPORATION" , istituzione nata nel 2007 col compito di allocare investimenti statali ha cominciato a vendere quote di debito pubblico americano a febbraio di quest'anno, ciò nonostante e il dollaro ha subito una parziale , ma forte e repentina rivalutazione. Infatti a fronte di immissione di questa valuta sul mercato, sotto forma di treasure bonds, vi è stato un surplus di domanda di investitori che fuggivano dall'area euro. Negli ultimi giorni stiamo assistendo ad una forte ripresa dell'euro, ma questo si spiega solo perchè , in realtà è il dollaro che sta scendendo...