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FINANZA/ Cina e Russia si preparano a strozzare Europa e Italia

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Il fatto, poi, che l’import del pollame sia uno dei pochi settori a garantire agli Usa un surplus commerciale nei confronti della Cina la dice lunga sulle ragioni strategiche che sottendono questa decisione. Inoltre, contemporaneamente, la Cina sta continuando nella sua politica di blocco del trasporto e consegna di rari minerali terrosi verso il Giappone (fondamentali per settori quali l’automotive, l’elettronico e il settore delle energie pulite e di cui la Cina ha pressoché l’oligopolio gestendo il 93% delle tonnellate totali nel mondo), come politica ritorsiva per l’arresto del capitano di una nave cinese da parte della autorità di Tokyo.

 

«La sempre crescente assertività della Cina sul palcoscenico economico mondiale riflette la sua inarrestabile potenza economica e la fiducia che il governo ha nel suo ruolo di leadership, detto questo il rischio è quello di un prezzo da pagare in termini di sviluppo per combattere queste battaglie», ha dichiarato a Cnbc il professor Eswar Prasad, docente di economia a Cornell. Per Jiang Wenran, docente specializzato in politiche economiche e rapporti Cina-Giappone all’Università di Alberta in Canada, «la Cina si sente ogni giorno di più sotto assedio a causa della sua crescente influenza e della volontà dei partner di contenerla. Il governo non vuole quindi apparire debole, anche perché le pressioni interne stanno crescendo. Hanno scelto l’opzione del nazionalismo aggressivo».

 

Gli Usa esportano pollame per 4 miliardi di dollari l’anno, 678,2 milioni dei quali in Cina, stando a dati riferiti allo scorso anno del Global Trade Information Service della Columbia. Insomma, un brutto colpo per Obama e soprattutto per gli allevatori visto che a detta di Gary Blumenthal, capo esecutivo della World Perspectives, un’azienda di consulenza agricola con sede a Washington, «la Cina è vista negli Usa come un mercato potenzialmente destinato a una crescita enorme per il mercato del pollame, anche a causa dei cambiamenti di abitudini alimentari. Inoltre, la Cina importa in gran parte le zampe dei polli, una delicatezza per la loro cucina, un materiale di scarto e quasi invendibile altrove».

 

Il problema, a livello globale, si complica poi ulteriormente poiché Pechino non si limita a politiche ritorsive verso i competitor, ma stringe anche alleanze strategiche che possono ribaltare gli equilibri esistenti nello strategico mercato dell’energia. È di ieri, infatti, la notizia di un accordo tra Cina, il più grande consumatore mondiale di energia, e Russia su petrolio, gas, carbone ed energia nucleare: un accordo che significa anche un profondo passo avanti nella partnership strategica ed economica tra i due paesi. Per il presidente Hu-Jintao, «la cooperazione sino-russa è un nuovo inizio e intendiamo proseguire verso un’ulteriore ottimizzazione».

 

D’altronde, la delegazione che accompagnava il presidente Medvedev era di prim’ordine: l’amministratore delegato di Gazprom, Alexei Miller e il ministro dell’Energia, Sergei Shmatko in testa. Manca solo l’accordo sul prezzo, che si troverà, ma riguardo alle condizioni principali per i contratti di fornitura di gas naturale è tutto ok. A latere, poi, sono stati siglati accordi bilaterali di collaborazione su settori strategici come quello bancario e quello dell’antiterrorismo: ceceni e separatisti vari sono avvertiti. E anche la Cia, principale finanziatrice di gruppuscoli e false Ong nell’ex Unione Sovietica.

 

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COMMENTI
28/09/2010 - Strozzare l'Europa?! (Lorenzo ROMANO)

Purtroppo, è l'unico caso degli ultimi 200 anni nel quale "la mano invisibile" sta veramente aggiustando i mercati! I cinesi hanno un forte surplus di dollari e questo li vincola tantissimo alle politiche USA che nel frattempo oltre a stamparne altri, pensano anche di cambiare il verso/recto dei dollari (per distinguerli meglio da quelli incassati dai cinesi?). I Russi sono i migliori partners degli europei per via dell'enorme quantità di gas ceduto (e c'è un secondo fornitore!). Gli USA scaricano un po' della loro inflazione sull’euro e allora, a chi conviene destabilizzare? Solo ai petrolieri arabi che vorrebbero qualche loro califfato nel vecchio continente, non so, Parigi, Londra, Roma...

 
28/09/2010 - galline/2 (giorgio cordiero)

Questo avviene poichè è ripresa a piene mani la vendita di debito usa da parte dei cinesi. In realtà i cinesi stanno facendo un gran favore agli USA , al punto che sono convinto che ci siano accordi taciti, ma sanciti ,tra i due paesi. Gli USA hanno bisogno del dollaro basso, poichè in questo modo possono riprendere ad esportare in modo competitivo ed evitare il double deep.Inoltre, alleggerendo il debito americano detenuto dai cinesi, si allenta un po' il timore di "cinesizzazione" degli USA. Chiaro è che la Cina si tuteli dall'eventuale aggressione di un mercato statunitense con misure proitezioniste e lo faccia nel settore alimentare (i polli) , proprio quello che vedrebbe maggiore penetrazione sul mercato, visto che i cinesi sono tanti ed hanno pure fame (non solo di soldi). Vede Bottarelli che la notizia che lei fornisce ,interpretandola in modo negativo, può avere sviluppi esattamente opposti a quelli da lei ipotizzati. L'informazione completa è questa: si da la notizia e se ne forniscono le possibili interpretazioni, nell'un senso e nell'altro, altrimenti diviene disinformazione. Si arrabbi se vuole, ma mi creda. Per quanto riguarda la Russia: l'unica fonte che questi hanno per sopravvivere come economia è il gas ed è logico e lecito che cerchino di farselo pagare di più. L'Europa in tutto questo è passivo spettatore e su questo lei ha assolutamente ragione

 
28/09/2010 - Galline in fuga (giorgio cordiero)

Forse meglio dire polli, visto l'articolo. Bottarelli, lei non PARE paranoico, lo e'(scherzo ovviamente). Facezie a parte, la sua analisi è un punto di vista, ma veniamo al contenuto dell'articolo di oggi,pieno, pieno, come sempre di belle notizie. L'interconnessione tra USA e Cina è ben lungi dall'essere terminata ed è altresi logico che la Cina cerchi giustamente di ribadire un suo ruolo. I cinesi sono il popolo più numeroso del mondo ed è naturale che, prima o poi, arriveranno al vertice dell'economia mondiale, ma hanno bisogno del mondo per vivere e per sopravvivere, La "CHINA INVESTMENT CORPORATION" , istituzione nata nel 2007 col compito di allocare investimenti statali ha cominciato a vendere quote di debito pubblico americano a febbraio di quest'anno, ciò nonostante e il dollaro ha subito una parziale , ma forte e repentina rivalutazione. Infatti a fronte di immissione di questa valuta sul mercato, sotto forma di treasure bonds, vi è stato un surplus di domanda di investitori che fuggivano dall'area euro. Negli ultimi giorni stiamo assistendo ad una forte ripresa dell'euro, ma questo si spiega solo perchè , in realtà è il dollaro che sta scendendo...