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Economia e Finanza

FINANZA/ Cina e Russia si preparano a strozzare Europa e Italia

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D’altronde, né a Mosca e né a Pechino era sfuggito il roadshow posto in essere dal primo ministro della Mongolia, Sukhbaatariin Batbold, a New York per cercare partnership nella gestione della nuova Borsa mongola, pronta a dare il via alle operazioni entro fine anno: detta così può quasi far ridere, peccato che la Mongolia, lingua di territorio schiacciata proprio da Cina e Russia, sia uno dei “paradisi” delle commodities mondiali, con un tesoro di miniere di rame, oro, tungesteno e carbone (la sola miniera-deposito di Tavan Tolgoi garantisce 7,5 miliardi di tonnellate di carbone) e una produzione industriale che incide al 21% sul Pil.

 

Il governo mongolo intende quotare il 50% delle miniere attraverso un’offerta pubblica, mantenendo però il controllo statale sulla proprietà: inutile dire che gli appetiti al riguardo sono famelici. E, a oggi, sembra che sia la Lse di Londra a ricoprire il ruolo di front-runner per la gestione della nuova piazza, buona notizia anche per Milano che vede la propria Borsa di proprietà londinese. Wall Street, però, non intende perdere l’occasione e ha messo in pista tutte le possibili via per scavalcare Londra: i due giganti dell’Est per ora guardano, ma le loro mosse strategiche parlano la lingua di un intervento solo rimandato, essendo la Mongolia - come anticipato - schiacciata territorialmente tra Cina e Russia, quindi facilmente “influenzabile”.

 

Tornando all’accordo sino-russo, la Russia comincerà a consegnare gas naturale alla Cina dal 2015 se verrà raggiunto l’accordo su tutti gli aspetti della cooperazione, tra cui quello fondamentale delle infrastrutture: per il vice-premier russo, Igor Sechin, «la Russia può fornire alla Cina tutto il gas di cui ha bisogno», siamo quindi allo stadio della “full volume cooperation”, l’Europa è avvertita e anche l’Ucraina, passaggio obbligato del gas verso l’Ue, potrebbe perdere il suo ruolo di guastatore e ricattatore per conto terzi. Anche perché Gazprom ha detto chiaramente che ha intenzione di inviare il primo stock di gas via pipeline già l’anno prossimo: la questione principale, ora, sono i prezzi, visto che i russi vorrebbero legare il loro export di gas e petrolio in Cina alla stregua di come gestiscono il mercato verso l’Ue, visto che la Cina lo scorso anno ha visto l’import di petrolio aumentare del 48% e raddoppiare dal dato del 2005.

 

Lo scorso anno la Russia ha siglato un contratto di fornitura di petrolio verso la Cina per venti anni al prezzo di 25 miliardi di dollari di credito verso l’azienda petrolifera statale Rosneft e l’oligopolio della pipeline Transneft: la fornitura commerciale di petrolio comincerà il 1° gennaio attraverso la pipeline sino-russa Skovordino-Mohe. In agosto, poi, il premier Vladimir Putin ha aperto la prima sezione della East Siberian Pacific Ocean pipeline, che avrà un braccio di fornitura per la Cina. La Russia, inoltre, intende costruire due reattori nucleari addizionali da 1000 megawatt nel complesso di Taiwan il prossimo anno, stando almeno alle dichiarazioni di Sergei Kiriyenko, capo della Rosatom Corporation, la holding nucleare statale russa che ha parlato anche della possibilità di aiutare la Cina ha costruire reattori nucleari rapidi, quelli di quarta generazione, che garantiscono minimi scarti nucleari e massima efficienza. Insomma, mentre noi parliamo di case a Montecarlo, Cina e Russia stringono accordi per strozzarci e imporre un nuovo oligopolio globale. Tant’è, abbiamo ciò che ci meritiamo.

 

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COMMENTI
28/09/2010 - Strozzare l'Europa?! (Lorenzo ROMANO)

Purtroppo, è l'unico caso degli ultimi 200 anni nel quale "la mano invisibile" sta veramente aggiustando i mercati! I cinesi hanno un forte surplus di dollari e questo li vincola tantissimo alle politiche USA che nel frattempo oltre a stamparne altri, pensano anche di cambiare il verso/recto dei dollari (per distinguerli meglio da quelli incassati dai cinesi?). I Russi sono i migliori partners degli europei per via dell'enorme quantità di gas ceduto (e c'è un secondo fornitore!). Gli USA scaricano un po' della loro inflazione sull’euro e allora, a chi conviene destabilizzare? Solo ai petrolieri arabi che vorrebbero qualche loro califfato nel vecchio continente, non so, Parigi, Londra, Roma...

 
28/09/2010 - galline/2 (giorgio cordiero)

Questo avviene poichè è ripresa a piene mani la vendita di debito usa da parte dei cinesi. In realtà i cinesi stanno facendo un gran favore agli USA , al punto che sono convinto che ci siano accordi taciti, ma sanciti ,tra i due paesi. Gli USA hanno bisogno del dollaro basso, poichè in questo modo possono riprendere ad esportare in modo competitivo ed evitare il double deep.Inoltre, alleggerendo il debito americano detenuto dai cinesi, si allenta un po' il timore di "cinesizzazione" degli USA. Chiaro è che la Cina si tuteli dall'eventuale aggressione di un mercato statunitense con misure proitezioniste e lo faccia nel settore alimentare (i polli) , proprio quello che vedrebbe maggiore penetrazione sul mercato, visto che i cinesi sono tanti ed hanno pure fame (non solo di soldi). Vede Bottarelli che la notizia che lei fornisce ,interpretandola in modo negativo, può avere sviluppi esattamente opposti a quelli da lei ipotizzati. L'informazione completa è questa: si da la notizia e se ne forniscono le possibili interpretazioni, nell'un senso e nell'altro, altrimenti diviene disinformazione. Si arrabbi se vuole, ma mi creda. Per quanto riguarda la Russia: l'unica fonte che questi hanno per sopravvivere come economia è il gas ed è logico e lecito che cerchino di farselo pagare di più. L'Europa in tutto questo è passivo spettatore e su questo lei ha assolutamente ragione

 
28/09/2010 - Galline in fuga (giorgio cordiero)

Forse meglio dire polli, visto l'articolo. Bottarelli, lei non PARE paranoico, lo e'(scherzo ovviamente). Facezie a parte, la sua analisi è un punto di vista, ma veniamo al contenuto dell'articolo di oggi,pieno, pieno, come sempre di belle notizie. L'interconnessione tra USA e Cina è ben lungi dall'essere terminata ed è altresi logico che la Cina cerchi giustamente di ribadire un suo ruolo. I cinesi sono il popolo più numeroso del mondo ed è naturale che, prima o poi, arriveranno al vertice dell'economia mondiale, ma hanno bisogno del mondo per vivere e per sopravvivere, La "CHINA INVESTMENT CORPORATION" , istituzione nata nel 2007 col compito di allocare investimenti statali ha cominciato a vendere quote di debito pubblico americano a febbraio di quest'anno, ciò nonostante e il dollaro ha subito una parziale , ma forte e repentina rivalutazione. Infatti a fronte di immissione di questa valuta sul mercato, sotto forma di treasure bonds, vi è stato un surplus di domanda di investitori che fuggivano dall'area euro. Negli ultimi giorni stiamo assistendo ad una forte ripresa dell'euro, ma questo si spiega solo perchè , in realtà è il dollaro che sta scendendo...