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FIAT/ Ugo Bertone: le mosse di Marchionne per "sfruttare" il crollo dell’auto

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

 

Il motivo? Chrysler non ha tratto vantaggi dagli incentivi. Sergio Marchionne, consapevole delle difficoltà del marchio sul mercato delle famiglie, ha puntato tutto sulle flotte aziendali o sulla tenuta in segmenti particolari, coperti da Dodge e Jeep. In attesa di nuovi modelli in grado di riconquistare quote di mercato a prezzi soddisfacenti. E così, mentre i concorrenti si preparano a “sparare” i nuovi modelli (con lo sconto) per il “giorno del Ringraziamento”, data d’avvio del mercato autunnale,  Marchionne guarda più in là: a dicembre, quando i concessionari Chrysler, di tasca propria, dovrebbero consentire un lancio adeguato per la “500”. Intanto, nonostante la crisi dei Big di Detroit (e di Toyota) le marche “premium” tedesche, vedi Mercedes e, soprattutto, Posche, crescono del 30 per cento tra New York e Los Angeles, a conferma che la crisi c’è. Ma non per tutti.

 

Basta uno sguardo ai pontili del porto di Bremerhaven per capire che il dato funziona anche nel Vecchio Continente. La Germania fa il pieno un po’ ovunque, al punto che esiste un serio problema di saturazione degli impianti. E di fornitura dei componenti, come dimostra l’accumulo di vetture Porsche, già vendute, nei piazzali: mancano i chips per l’elettronica di bordo, a partire dalle radio… Non a caso il colosso dei chips, Infineon, ha ceduto la divisione wireless ad Intel per concentrare gli sforzi nell’automotive, di cui i tedeschi hanno la leadership assoluta, seguiti dalla Francia che, non a caso, moltiplica gli sforzi per la grande intesa: know how Renault per le utilitarie di Stoccarda in cambio di un aiuto nei segmenti luxury.

I dati Fiat, intanto, sono devastanti: -26 per cento, ai minimi da 17 anni. Certo, pesa la fine degli incentivi. Un anno fa una Fiat nuova di zecca, grazie agli aiuti che Berlino o Parigi garantiva alle auto di piccola cilindrata, costava meno dell’usato. Oggi, ahimé, si paga caro il prezzo per quegli acquisti incentivati. E così, per limitarci agli impianti italiani, il tasso di utilizzo è del 64 per cento a Mirafiori e a Melfi, del 24 a Cassino, solo del 16 a Pomigliano. Per fortuna che c’è Belo Horizonte, in Brasile, dove si viaggia sull’88 per cento e, soprattutto, Tichy, terra di Polonia, dove si marcia a ritmi tedeschi: il 93 per cento di saturazione per chi produce 500, Panda (da girare a Pomigliano) e, per conto della Ford, le piccole Ka.

 

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COMMENTI
03/09/2010 - miracolo/2 (giorgio cordiero)

...vengono del tutto trascurati , o addirittura ridicolizzati, quantomeno sminuiti. La vicenda di Epimeteo, marito sciagurato dell'altrettanto sciagurata Pandora che, approfittando di una distrazione del primo, liberò il vaso con tutti i mali...poi Epimeteo ebbe una riflessione tardiva e chiuse il vaso, ma l'unica cosa che rimase al suo interno fu la speranza. Questo dovrebbe farci riflettere e servire a non cadere nella depressione delle "self downing profecies". Grazie Mario.

 
03/09/2010 - i vantaggi del miracolo europeo (giorgio cordiero)

Mi rivolgo all'amico Mario Mauro, dandole del tu, come succede, anche se è un paio di anni che non ho il piacere di incontrarlo, da quando lo accompagnai a casa sua una sera da Pinerolo a Milano. Come hai ragione: quando ero bambino avevo un'automobilina a pedali ccon la targa EU (europa unita) e sognavo il momento nel quale questo sogno sarebbe divenuto realtà. Chi meglio di te (già vice presidente del Parlamento Europeo) può esprimere il valore dell'"Europeità" (Ismo non mi piace perchè ideologico allora conio un termine nuovo). Chi afferma che il declino della "vieille Europe" coincida con l'allargamento della medesima agli stati dell'est si comporta alla stregua degli oscurantisti medievali. E' chiaro che per alcuni anni occorrerà cooperare ed anche sacrificare un po' della finta opulenza protezionista dei vecchi membri a favore della crescita di quelli nuovi, ma ciò si tradurrà (e come tu sai meglio di me) si sta già traducendo in un maggiore benesere per tutto il continente...aggiungerei per l'equilibrio mondiale. Rimane da compiersi l'unione politica , ma questo avverrà poichè anche i particolarismi e coloro che vi si oppongono presto scopriranno quanto i loro pessimismi ed i loro fastidi siano autoalimentati. A livello economico pullulano commenti e notizie che tendono ad enfatizzare i pericoli dei contagi negativi che le singole economie dei singoli stati possano avere nei confronti degli altri, ma il meccanismo virtuoso del reciproco mutuo soccorso...