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SCENARIO/ 1. Pelanda: così Europa e Usa possono evitare una nuova recessione

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In sintesi, la grande quantità di denaro resa disponibile dal sistema di salvataggio è stata incanalata in una vasca e non nel sistema di irrigazione dell’economia reale. Il denaro nella vasca cerca remunerazione, per mancanza di fiducia su altri impieghi, in beni rifugio qualil’oro e, soprattutto, le materie prime considerate bene sia rifugio sia speculativo. Per tale motivo, carburanti, metalli, cibo, ecc., stanno aumentando di prezzo in modo non proporzionale alla domanda, spinti da megaflussi di capitale speculativo. In questo fenomeno c’è il rischio di inflazione, anzi già il suo avvio, in termini di rialzo abnorme dei prezzi energetici e alimentari.

 

Per ridurlo bisognerebbe iniziare a riassorbire la liquidità e dare al mercato una maggiore varietà di opportunità di investimento non-inflazionistico, cioè una forte ripresa dell’economia reale. Ma la ripresa non è ancora forte abbastanza è c’è, appunto, il rischio crescente che l’inflazione scoppi in una situazione di crescita debole. Complicato dal fatto che l’America sta aumentando il debito e svalutando il dollaro per forzare la ripresa e in Europa, con l’eccezione della Germania e del Regno Unito, gli Stati non riescono a ridurre deficit e debiti né a fare più crescita, esponendosi così al rischio di insolvenza.

 

Soluzioni? La crescita sta accelerando e il ritorno della fiducia risolverà parte dei problemi detti in modo “naturale”. Ma se gli Stati non applicheranno più rigore e le Banche centrali non cominceranno a riassorbire, gradualmente, liquidità non potremo evitare la bolla inflazionistica e conseguente nuova recessione con impatti catastrofici sui debiti. In tal senso, i richiami di Trichet e Tremontisono sensati, ma dovrebberoprevalere gli atti di politica economica che accelerino il ritorno della fiducia/ottimismo perché il rigore senza crescita è inapplicabile.

 

www.carlopelanda.com 



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COMMENTI
11/01/2011 - Piccolo mondo cresce (giorgio cordiero)

...Un aumento spropositato delle scorte in magazzino.D)L'Afica ancorauna volta è la valvola di sfogo delle tensioni mondial, ma anche li la gente ormai è acculturata e non sopporta più le vessazioni, quindi il terrorismo fondamentalista diviene pretestuoso , mascherando un disagio civile che sa di rivoluzione francese del 2000. Insomma finiamola con i particolarismi. La quadra si trova solo se si esce dalla contrapposizione politica e ci si avvia verso una vera e sana economia di mercato globale che non sia inficiata dalla fuffa degli algoritmi finanziari che malcelano riusciti (finora) tentativi di speculazione di singole persone (enti, multinazionali, banche , potentati) che con la vecchia regoletta del dividi et impera, giustificato dalla cultura universitaria e supportato, dal tentativo di inculcare una cultura di controllo di una realtà ( la finanza) che contiene talmente tnte variabili da non poter essere controllata...riesce a distogliere le menti dal vero semplice obiettivo finale: il bene di tutta la comunità finanziaria globale, troppo interconnessa e correlata perchè anche solo un pezzetto di essa sia abbandonata al caso , o cada vittima di ideologie opportuniste.

 
11/01/2011 - un piccolo mondo (giorgio cordiero)

Mi sa che ragionare in termini contrappositivi tra Europa, Asia, Africa ed America faccia il gioco degli speculatori finanziari. La realtà va compresa in modo logico e schematiconel suo complesso.Questa sera ascolto Angeletti al tg che dice che in Italia occorre cominciare a ragionare come in Germania ed In Francia (alla VW solo due scioperi in venti anni)ed afera che questi stati sono i due con i quali dobbiamo COMPETERE. Finchè si pensa ch il resto dell?europa sia solo un competitor (cosa vera per la Fiat, ma non per lo stato Italia)e non si considrano invec i membri dell'Europa come un collaborator..beh..non si va da nessuna parte. Analisi...A)La produttività europea non può crescere nei prossimi anni perchèi consumi interni sono fermi ed i mercati sono saturi e pieni di sovraprodotto (di ogni genere). B)L'America cresce indipendentmente dalla domanda interna e nonostante l'apprezzamento del dollaro perchè la cultura del capitale spinge parte degli investitori a produrre , o a sovraprodurre, creando inflazione monetaria, ma cnhe di prodotto.C) la Cina possiede il 40% delle riserve di liquidità di tutto il pianeta e può (anzi deve) sostenere debiti pubblici europei (come già fece con gli USA) perchè deve poter VENDERE i suoi prodotti in Europa (la sovraproduzione in Cina è già una realtà) , deve fare ciò anche per avere ua crescita interna sotenibile, deve evitare di aumentare troppo gli stipendi dei cinesi, altrimenti perderebbe di competitività e si troverebbe con.

 
10/01/2011 - Finanziare gli investimenti produttivi (attilio sangiani)

Se il sistema bancario impiega il "denaro facile" offerto dagli istituti di emissione a costo zero o prossimo a zero speculando sulle materie prime ( dall'oro ai cereali...),anzichè finanziando gli investimenti "rischiosi" ma produttivi nella economia reale,mi pare assolutamente necessario provvedere. Infatti l'Africa del Nord è in subbuglio proprio per l'aumento abnorme delle derrate alimentari. Bin Laden si infiltra ovunque trova disagi sociali. Infatti la ripresa è stentata,la disoccupazione non diminuisce,i giovani ne soffrono.... . Ma come intervenire ? Anche a me pare che Maastricht vada "stretta" all'Europa. Credo che occorra scorporare dall'indebitamento pubblico quella parte che è strettamente destinata a far aumentare il PIL reale.Questo, aumentando,garantisce i sottoscrittori del debito pubblico. I titoli in euro,emmittendi dalla BCE,secondo la saggia proposta di Tremonti, dovrebbero,appunto,finanziare solo gli investimenti produttivi privati,e,tra quelli pubblici, quelli ( come,ad esempio, le "grandi opere" ) che sono forieri di nuovi "beni reali" e di maggiore occupazione . In altre parole: la CEE e,più precisamente,la "zona Euro" debbono darsi una mossa in tale direzione. Ormai la Scienza Economica è concorde sulla necessità di una nuova "politica anticiclica",aggiornata quanto è necessario,nelle mutate circostanze,rispetto a quelle esistenti nel '29 Keynesiano.

 
10/01/2011 - Cavoli (Diego Perna)

Si lo so che l'Europa non ce lo permetterebbe, ma alla fine non sarebbe conveniente anche per il vecchio continente che in Italia togliessimo un pò di pesi alle imprese,riducendo le tasse in maniera significativa, agevolando nuovi investimenti, cosi da favorire non solo a parole, questa ripresa che tutti invochiamo. Se il debito pubblico aumenta in ogni caso, anche con i cordoni della borsa così stretti che se fosse la cinta dei pantaloni non potremmo neppure respirare, che senso ha proseguire su questa strada che non ha sbocchi. Accusare le banche di fare ciò che fanno ormai con naturalezza, cioè cercare tramite speculazioni di ripianare al volo i bilanci, è come dire ad una tigre affamata di lasciare libera la gazzella che ha sotto i denti,con la differenza che le banche non lo fanno per istinto. Sperare in una sorta di ripresa senza intervenire dove va fatto, cioè sulla ricerca, sul lavoro per i giovani e per gli adulti disoccupati utilizzando risorse economiche, in un sistema che si mette in moto solo con il denaro e non con i discorsi, anche se bellissimi, , ha bisogno proprio di soldi. Indebitarsi per indebitarsi, dovendo aumentare anche i rendimenti dei titoli di Stato, alla fine val la pena farlo per sostenere in concreto la ripresa. Dovrebbero capirlo anche in Europa, sennò , come dicevo saranno cavoli amari e me i cavoli non sono mai piaciuti, manco normali.Buona Giornata e buona settimana.