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FINANZA/ 1. C’è un piano che può mettere l’Europa nei guai

Pubblicazione:martedì 11 gennaio 2011

Foto Ansa Foto Ansa

Insomma, basta con le vecchie abitudini. Tanto più che Michael Barnier, commissario per il Mercato interno dell’Ue, ha dichiarato chiaro e tondo che «le banche falliranno nel futuro e devono essere in grado di farlo senza far collassare l’intero sistema finanziario», rendendo noto che la bozza porterà «a una proposta legislativa per armonizzare il regime comunitario» già da quest’estate, con una struttura per le insolvenze pronta entro il 2012 e la creazione di una European Resolution Authority nel 2014.

 

Stando alla bozza del documento, qualora l’Ue dovesse intravedere una banca in situazione di pericolo, potrà commissariarla, azzerare il consiglio di amministrazione, licenziare i dirigenti e imporre tagli ai rendimenti sul debito senior dell’istituto (colpendo quindi gli investitori che ne detengono le obbligazioni) al fine di non far più pagare ai contribuenti i costi della finanza (per debito senior si intende il debito che viene rimborsato in via prioritaria a certi creditori se la società diventa insolvente, in sostanza sono i primi bond a essere rimborsati).

 

Detto fatto, quest’ultima ipotesi ha agitato immediatamente i mercati con i cds sul debito senior delle principali banche europee schizzati alle stelle e l’indice Markit iTraxx Senior Financial salito di 16 punti base a quota 196. Gli istituti più colpiti sono stati quelli italiani e spagnoli, segnale tutt’altro che rassicurante per le nostre banche: Banco Santander e altri istituti dei cosiddetti paesi periferici hanno visto i loro cds salire a livelli mai toccati dal maggio scorso, in quello che fu definito il “momento Lehman”.

 

Stessa storia per gli spread, come abbiamo già riferito, ovvero i differenziali sulle obbligazioni e i cds sul debito sovrano, con i credit default swaps di Portogallo, Spagna, Irlanda e Belgio in netto aumento, questi ultimi due a livelli record (stando a dati diffusi ieri da CMA, nell’ultimo trimestre del 2010 la Grecia è diventata il più pericoloso creditore del mondo superando il Venezuela, mentre Spagna, Portogallo e Irlanda sono più a rischio dell’Iraq). Insomma, i mercati reagiscono alle proposte di commissariamento e taglio dei rendimenti dell’Ue con la pressione speculativa pura. Il cds, infatti, è spesso paragonato per brevità a un contratto assicurativo, ma è in realtà molto diverso.


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