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FINANZA/ 1. C’è un piano che può mettere l’Europa nei guai

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Ma nonostante le buone intenzioni, esistono non poche criticità al piano di Barnier, soprattutto in un quadro di instabilità e nervosismo come quello attuale. Primo, le implicazioni legali che i tagli dei rendimenti sul debito esistente potrebbero comportare. Secondo, la volontà di ridurre a zero l’azzardo morale potrebbe causare la fuga degli investitori dal mercato obbligazionario dell’eurozona. Terzo, in un contesto simile di regolazione, chiedere ai soggetti più forti - già nervosi per la prossima introduzione delle norme Basilea 3 - di coprire in parte i costi dei fallimenti altrui, rischia paradossalmente di diventare un’istigazione all’aumento dell’azzardo morale per poter far fronte oltre che alle proprie necessità di bilancio e capitalizzazione, al salvataggio di soggetti terzi.

 

Il “ghostbuster” dell’Ue è pronto per dare la caccia ai mostri evocati da Giulio Tremonti a Parigi, quale sarà la reazione dei mercati resta la più inquietante delle incognite. Anche se la danza di rendimenti, spread e cds ci dice chiaramente già da ora che chi detiene la leva del mercato non intende affatto pagare una parte del prezzo alla crisi. Ormai il contagio è partito, le aste di bond divengono vere e proprie roulette russe e le difficoltà di rifinanziamento per banche e Stati - un combinato da circa 850 miliardi di euro - sono altrettanti proiettili nelle armi della speculazione: la quale, oggi gode dei grandi rendimenti offerti ma non appena sentirà puzza di haircuts reali farà partire la svendita fuggendo dall’obbligazionario.

 

Si chiama, in gergo, sell-off e rappresenterebbe la fine ufficiale dell’Unione europea così come la conosciamo.

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