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FINANZA/ Il glossario: i termini finanziari spiegati dalla A alla Z

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CLEARING MEMBERS, CLEARING HOUSE: I cosiddetti clearing members sono intermediari particolarmente affidabili, accreditati presso specifiche Borse, i quali sono autorizzati ad analizzare gli ordini della controparte che desidera effettuare una transazione. Essi, in particolare, analizzano tutte le contrattazioni passandole alla clearing house o “stanza di compensazione” del mercato (terzo soggetto coinvolto nella gestione di un contratto future), la quale garantisce l’adempimento del solo clearing member. Un ordine, infatti, non può essere eseguito se non è passato alla clearing house attraverso un clearing member.

 

COLLATERALIZED BOND OBLIGATION (CBO): Cdo aventi obbligazioni come collaterale a garanzia.

 

COLLATERALIZED DEBT OBLIGATION (CDO): Obbligazione basata su obbligazioni strutturate di crediti cartolarizzati.

 

COLLATERALIZED LOAN OBLIGATION (CLO): Cdo aventi come collaterale a garanzia prestiti bancari.

 

COMMERCIAL PAPERS: Prodotti finanziari cartolarizzati con base variabile.

 

COMMODITY FUTURES: Con un commodity future la controparte si impegna ad acquistare oppure a vendere una prefissata quantità di merce a una data prefissata e a un determinato prezzo. Di particolare rilevanza in questi contratti è la formazione dei prezzi spot e dei prezzi future riguardanti le merci (per “prezzo spot” si intende il prezzo alla data di stipulazione del contratto, laddove per “prezzo future” va inteso il prezzo alla data di esecuzione del contratto). Il prezzo future non può essere considerato puramente e semplicemente come la previsione di un prezzo di mercato, in quanto esso include anche i cosiddetti “carrying cost” (quali, ad esempio, i costi di magazzinaggio, l’assicurazione della merce, ecc.).

 

CREDIT DEFAULT SWAPS: Superficialmente somiglia a un’assicurazione, poiché permette al compratore di acquistare una protezione nell’eventualità che un debitore (Stati che emettono debito o banche che si rifinanziano sul mercato) non riesca a onorare gli impegni presi. Se ciò si verifica, la società che vende la cosiddetta “assicurazione” è obbligata ad aiutare l’acquirente a recuperare le perdite. Tuttavia, a differenza di un contratto di assicurazione, l’acquirente di un cds non deve necessariamente possedere una porzione dell’attività oggetto della speculazione. Anzi, l’investitore che scommette sull’inadempienza di un operatore ha ogni incentivo a fare in modo che questo avvenga. Sono, di fatto, strumenti potenzialmente e altamente speculativi



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COMMENTI
14/04/2011 - accademia della crusca (giorgio cordiero)

Il bravo Bottarelli svolge un'importante e necessaria opera. Il problema è proprio la contaminazione, non solamente linguistica, della finanza. Gli USA sono e rimangono un modello per la finanza mondiale, con tutti i pro e con i troppi contro che ivi risiedono. Dagli americani abbiamo imparato la finanza creativa, la speculazione, la leva finanziaria, la creazione di denaro farlocco. In Italia, da quei bravi faccendieri che siamo, ci siamo adattati bene e subito, basti pensare al disastro che potrebbe succedere nel 2012 quando i derivati in pancia ai Comuni Italiani arriveranno a scadenza, coinvolgendo le nostre banche. A proposito vi siete chiesti a cosa serva in realtà l'aumento di capitale di 5 mld interamente sottoscritto dai "risparmiatori" di Intesasanpaolo? Come Marzullo, fatevi la domanda e datevi una risposta. Le nostre università, in particolare la Bocconi, ma non solo, sono diventate talmente brave a condizionare i cervelli degli studenti, che questi sono CONVINTI di fare del bene, inteso come profitto, ma non si rendono conto che stanno contribuendo ad un disastro che prima o poi porterà ad un drastico ridimensionamento del valore del denaro e ad una revisione delle convenzioni che lo regolano,essere pagati con carta straccia e poter comperare un bene con la medesima moneta è demenziale e deleterio, ma c'è chi ancora ci crede. La terminologia è solo l'apice di un condizionamento totale che sta avvenendo da almeno 20 anni a questa parte.

 
27/01/2011 - grazie,ma... (attilio sangiani)

ringrazio Bottarelli per il glossario. Da docente di lungo corso,da tempo in pensione ma sempre attivo,mi congratulo per questa opera di "gratuito insegnamento". Però non capisco perchè si usino termini americani ( più che inglesi ) negli articoli di giornale o blog destinati non agli "addetti ai lavori",ma ad un pubblico indifferenziato. Ci sono già nella nostra lingua,compresa quella delle scienze economiche e finanziarie,termini adatti a rendere i concetti o le notizie che si voglioni comunicare. Ad esempio: perchè scrivere ASSET al posto di "patrimonio" ? Perchè non scrivere "speculazione al ribasso o al rialzo" al posto di frasi o parole complicate in americanese che significano la stessa cosa ? A volte critico gli autori di omelie che,anzichè spiegare le Scritture ai fedeli,si arrabattano con terminologie comprensibili solo da chi ha studiato il greco antico o anche il latino,ormai attingibili solo ai maturati del liceo classico ?