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FINANZA/ Il glossario: i termini finanziari spiegati dalla A alla Z

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EURIBOR: Acronimo di Euro Interbank Offered Rate, rappresenta il tasso di interesse prevalente sul mercato dei depositi interbancari per controparti di primario standing con scadenze comprese tra una settimana e dodici mesi: attualmente è il principale tasso di riferimento per l’indicizzazione dei contratti finanziari in euro ed è calcolato da un panel di cinquantasette banche.

 

ETF (EXCHANGE TRADED FUNDS): Gli Etf, letteralmente “fondi indicizzati quotati”, sono una particolare categoria di fondi, le cui quote sono negoziate in Borsa in tempo reale come semplici azioni, attraverso una banca o un qualsiasi intermediario autorizzato. Una delle caratteristiche peculiari di questo strumento è costituita dall’indicizzazione: gli Etf replicano infatti passivamente la composizione di un indice di mercato e di conseguenza anche il suo rendimento. Se ad esempio l’indice S&P 500 si apprezza del 2%, l’Etf legato all’S&P 500 registrerà un rialzo della stessa proporzione. Gli Etf si caratterizzano come una via di mezzo tra un’azione e un fondo e consentono di sfruttare i punti di forza di entrambi: in particolare, acquistando un Etf è possibile realizzare la diversificazione e la riduzione dei rischi tipici di un fondo di investimento, scambiando le quote come una normale azione.

 

FEDERAL FUND RATE (FED FUNDS): Tasso d’interesse federale, ovvero il tasso del denaro emesso dalla Federal Reserve.

 

FINANCIAL FUTURES: Sono strumenti finanziari derivati, la cui caratteristica è quella di fondare il loro valore su altri strumenti finanziari di base sottostanti al contratto derivato stesso. In particolare, i financial futures si distinguono in tre categorie: CURRENCIES FUTURES (contratti il cui oggetto contrattuale è una valuta. In particolare, con un currency future una controparte si impegna a cedere o ad acquistare una valuta in una data prestabilita a un cambio prefissato. Il pagamento può avvenire al momento della stipulazione del contratto ovvero alla sua scadenza. La posizione si chiude con l’effettiva consegna o l’effettivo ritiro della valuta in questione alla data di scadenza dei contratti oppure tramite la vendita o l’acquisto dei contratti entro tale data), INTEREST RATE FUTURES (ossia i futures sui titoli a reddito fisso, come titoli di Stato, certificati di deposito di istituti di credito, accettazioni bancarie, commercial papers. Essi, in sostanza, sono contratti che rappresentano l’impegno alla cessione o all’acquisto a termine di titoli a tasso fisso - generalmente titoli di Stato - con caratteristiche determinate, a un prezzo prefissato. Anche per questi contratti, come per i currency futures, il pagamento può avvenire al momento della stipulazione del contratto oppure alla scadenza del contratto stesso) e STOCK INDEX FUTURES (futures relativi agli indici di Borsa. Essi sono contratti che rappresentano l’impegno a consegnare o a ritirare a termine una somma in contanti ottenuta moltiplicando la differenza tra il valore dell’indice di Borsa alla chiusura dell’ultimo giorno dei contratti futures e il prezzo a cui i contratti futures sono stati originariamente conclusi per un coefficiente costante di valutazione).

 

FUTURES: Contratto con cui un soggetto si impegna a comprare o vendere uno strumento finanziario - o un altro asset - secondo i termini e le modalità fissate al momento della stipula.


COMMENTI
14/04/2011 - accademia della crusca (giorgio cordiero)

Il bravo Bottarelli svolge un'importante e necessaria opera. Il problema è proprio la contaminazione, non solamente linguistica, della finanza. Gli USA sono e rimangono un modello per la finanza mondiale, con tutti i pro e con i troppi contro che ivi risiedono. Dagli americani abbiamo imparato la finanza creativa, la speculazione, la leva finanziaria, la creazione di denaro farlocco. In Italia, da quei bravi faccendieri che siamo, ci siamo adattati bene e subito, basti pensare al disastro che potrebbe succedere nel 2012 quando i derivati in pancia ai Comuni Italiani arriveranno a scadenza, coinvolgendo le nostre banche. A proposito vi siete chiesti a cosa serva in realtà l'aumento di capitale di 5 mld interamente sottoscritto dai "risparmiatori" di Intesasanpaolo? Come Marzullo, fatevi la domanda e datevi una risposta. Le nostre università, in particolare la Bocconi, ma non solo, sono diventate talmente brave a condizionare i cervelli degli studenti, che questi sono CONVINTI di fare del bene, inteso come profitto, ma non si rendono conto che stanno contribuendo ad un disastro che prima o poi porterà ad un drastico ridimensionamento del valore del denaro e ad una revisione delle convenzioni che lo regolano,essere pagati con carta straccia e poter comperare un bene con la medesima moneta è demenziale e deleterio, ma c'è chi ancora ci crede. La terminologia è solo l'apice di un condizionamento totale che sta avvenendo da almeno 20 anni a questa parte.

 
27/01/2011 - grazie,ma... (attilio sangiani)

ringrazio Bottarelli per il glossario. Da docente di lungo corso,da tempo in pensione ma sempre attivo,mi congratulo per questa opera di "gratuito insegnamento". Però non capisco perchè si usino termini americani ( più che inglesi ) negli articoli di giornale o blog destinati non agli "addetti ai lavori",ma ad un pubblico indifferenziato. Ci sono già nella nostra lingua,compresa quella delle scienze economiche e finanziarie,termini adatti a rendere i concetti o le notizie che si voglioni comunicare. Ad esempio: perchè scrivere ASSET al posto di "patrimonio" ? Perchè non scrivere "speculazione al ribasso o al rialzo" al posto di frasi o parole complicate in americanese che significano la stessa cosa ? A volte critico gli autori di omelie che,anzichè spiegare le Scritture ai fedeli,si arrabattano con terminologie comprensibili solo da chi ha studiato il greco antico o anche il latino,ormai attingibili solo ai maturati del liceo classico ?