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FINANZA/ Il glossario: i termini finanziari spiegati dalla A alla Z

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HEDGE FUND: Fondo d’investimento altamente speculativo, basato quindi su un asset con un alto grado di rischio, ma grande possibilità di guadagno.

 

LEVERAGE: O effetto leva dello strumento finanziario. Il rapporto 10:100 di leverage significa che investendo 10 posso guadagnare - o perdere - 100.

 

LIBOR: Acronimo di London Interbank Offered Rate, rappresenta il tasso al quale le banche si prestano denaro tra di loro sulla piazza londinese. È calcolato da un panel di sedici banche e varie valute come dollaro, euro, sterlina, yen, dollaro australiano, dollaro canadese, franco svizzero, dollaro neozelandese e corona svedese.

 

MARK-TO-MARKET: Principio contabile in base al quale il valore delle attività di una società è preposto al valore di mercato di tali attività.

 

MORAL HAZARD: L’azzardo morale è il processo in base al quale un operatore finanziario (ad esempio, una banca) agisce rischiosamente sul mercato perché è consapevole che ci sarà sempre un soggetto terzo che coprirà eventuali perdite (ad esempio, la Banca centrale o lo Stato).

 

OPZIONI (OPTIONS): Strumenti finanziari che conferiscono il diritto di comprare (opzioni call) o vendere (opzioni put) un determinato asset sottostante a un dato prezzo, secondo i termini fissati al momento della stipula. Più semplicemente, si definisce call option l’opzione che consente, dietro pagamento di un premio, di poter scegliere se comprare - alla scadenza prefissata ovvero entro la stessa - l’attività finanziaria sottostante (titoli, valute, merci) al prezzo prestabilito oppure se rinunciarvi perdendo la somma già versata; si definisce put option l’opzione che conferisce il diritto di scegliere se vendere - sempre alla scadenza prefissata ovvero entro la stessa - l’attività finanziaria sottostante (titoli, valute, merci) a un prezzo prefissato oppure se abbandonare.

 

OVER-THE-COUNTER (OTC): Mercati non regolamentati e non disciplinati da una normativa finanziaria istituita dagli organismi di sorveglianza. Altresì definiti DARK POOLS.

 

PRIME: Sono tali tutti i mutui che soddisfano i parametri determinati dalla agenzie semigovernative (cosiddette GSE) statunitensi Fannie Mae e Freddie Mac. Di converso, SUBPRIME definisce i mutui che non rispondono a queste prerogative.



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COMMENTI
14/04/2011 - accademia della crusca (giorgio cordiero)

Il bravo Bottarelli svolge un'importante e necessaria opera. Il problema è proprio la contaminazione, non solamente linguistica, della finanza. Gli USA sono e rimangono un modello per la finanza mondiale, con tutti i pro e con i troppi contro che ivi risiedono. Dagli americani abbiamo imparato la finanza creativa, la speculazione, la leva finanziaria, la creazione di denaro farlocco. In Italia, da quei bravi faccendieri che siamo, ci siamo adattati bene e subito, basti pensare al disastro che potrebbe succedere nel 2012 quando i derivati in pancia ai Comuni Italiani arriveranno a scadenza, coinvolgendo le nostre banche. A proposito vi siete chiesti a cosa serva in realtà l'aumento di capitale di 5 mld interamente sottoscritto dai "risparmiatori" di Intesasanpaolo? Come Marzullo, fatevi la domanda e datevi una risposta. Le nostre università, in particolare la Bocconi, ma non solo, sono diventate talmente brave a condizionare i cervelli degli studenti, che questi sono CONVINTI di fare del bene, inteso come profitto, ma non si rendono conto che stanno contribuendo ad un disastro che prima o poi porterà ad un drastico ridimensionamento del valore del denaro e ad una revisione delle convenzioni che lo regolano,essere pagati con carta straccia e poter comperare un bene con la medesima moneta è demenziale e deleterio, ma c'è chi ancora ci crede. La terminologia è solo l'apice di un condizionamento totale che sta avvenendo da almeno 20 anni a questa parte.

 
27/01/2011 - grazie,ma... (attilio sangiani)

ringrazio Bottarelli per il glossario. Da docente di lungo corso,da tempo in pensione ma sempre attivo,mi congratulo per questa opera di "gratuito insegnamento". Però non capisco perchè si usino termini americani ( più che inglesi ) negli articoli di giornale o blog destinati non agli "addetti ai lavori",ma ad un pubblico indifferenziato. Ci sono già nella nostra lingua,compresa quella delle scienze economiche e finanziarie,termini adatti a rendere i concetti o le notizie che si voglioni comunicare. Ad esempio: perchè scrivere ASSET al posto di "patrimonio" ? Perchè non scrivere "speculazione al ribasso o al rialzo" al posto di frasi o parole complicate in americanese che significano la stessa cosa ? A volte critico gli autori di omelie che,anzichè spiegare le Scritture ai fedeli,si arrabattano con terminologie comprensibili solo da chi ha studiato il greco antico o anche il latino,ormai attingibili solo ai maturati del liceo classico ?