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Economia e Finanza

FORUM CAPELIVE/ Anche in Italia i piccoli azionisti diventano protagonisti

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Al momento l’obiettivo è interrompere la deriva gestionale e proporre comportamenti virtuosi al nuovo management. E se in seguito la minoranza dovesse diventare maggioranza? Il professore spera che ci siano altri soci di minoranza pronti a stimolare gli altri stakeholder a rendere effettivi i principi del “buon governo societario”. Riassuto per punti

1)    Cape Live SpA è una delle pochissime società quotate italiane che non ha un gruppo di controllo stabile, ci sono tantissimi piccoli azionisti non collegati tra loro.

2)     Dopo le recenti notizie circa il coinvolgimento della società in vicende dubbie (Banca Degroof Privè e Banca MB) e le conseguenti dimissioni di parte del CdA, alcuni azionisti si stanno organizzando per intervenire direttamente (proponendo una lista per l'assemblea del 10 e 11/02/2011)

3)     Il gruppo, coordinato dal Prof. Gianfranco d'Atri, non è una entità chiusa, ma vuole coinvolgere tutti gli azionisti interessati usando in nuovi strumenti normativi del dal D.Lgs 27/2010

4)    Il gruppo vuole aggregare più soggetti possibili

5)    L'obiettivo è costringere la società alla massima trasperenza, stimolare un dibattito costruttivo con i soci attraverso un sito /forum di discussione (www.capelive.azionisti.org)

6)    I piccoli soci devono partecipare perchè è inutile attendere che si verifichi il peggio ed aspettare l'intervento delle autorità di controllo (vedi Italease), si può intervenire direttamente prima che sia troppo tardi, per aumentare la trasparenza (sfruttando il web) e permettere a tutti i soci - anche quelli non rappresentati dal CdA - di essere informati.  Ogni azione ha diritto di voto, e tale diritto deve essere sfruttato. Se l'azionista non può partecipare in prima persona può delegare il gruppo.

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