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NUCLEARE/ Di Pietro e quel referendum che può staccare la spina all'Italia

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L’Agenzia per la Sicurezza non si è ancora insediata e, comprensibilmente, il candidato Presidente Umberto Veronesi lancia segnali di insofferenza. Nessuna notizia si ha in merito al documento sulla “strategia nucleare”, previsto dal Decreto pertracciare le principali coordinate di scenario. L’impegno di Sogin a presentare un progetto per la gestione dei rifiuti radioattivi sembra dilatarsi nel tempo. Il dialogo dello Stato con le Regioni sull'individuazione dei siti e le compensazioni al territorio è relegato nelle sedi giudiziarie, ridotto a ricorsi e carte bollate con i tempi tipici della giustizia nazionale.

 

Fortunatamente non ci sono però solo le note dolenti. Occorre annotare infatti che l’Enel (a oggi unico esplicito e realistico candidato a proporsi come operatore degli impianti) sta proseguendo il proprio progetto, forte delle competenze acquisite con i propri impianti in Slovacchia e Spagna. Alcune grandi imprese industriali (a cominciare da Ansaldo) stanno crescendo nel mercato dell’ingegneria e dei servizi. Le Università registrano aumenti impensabili di iscrizioni agli indirizzi di ingegneria, di fisica o di medicina nucleare.

 

Nelle scorse settimane ha intanto preso piena formail “Forum Nucleare”, il sito web dell’Associazione promossa dal “convertito” Chicco Testa che, dopo un piacevole passato da leader ambientalista e da manager pubblico, si propone oggi di favorire una più ampia e approfondita conoscenza dell’opzione nucleare e delle sue implicazioni. In poche ore, si sono scaricate sul blog centinaia di mail fortemente contrarie all’utilizzo della forza atomica. Sono considerazioni dettate dapreconcetti, ma che consiglio di leggere per comprendere come sia impervia la strada per diffondere una consapevolezza minimamente corretta sull’argomento.

 

Ma sulla vicenda complessiva del nucleare ha ragione il grido di richiamo di Emma Mercegaglia: è necessario che chi governa il Paese e le Istituzioni tornino a occuparsene con determinazione, così come si era partiti. Insomma, una buona parte del paese ha ripreso vigore e passione per questa tecnologia. È stato intrapreso un percorso qualificato e complesso, che una dissennata distrazione non può fare interrompere.

 

A primavera inoltrata ci sarà il referendum. Per la fonte nucleare il 2011 sarà dunque un anno decisivo: dopo potrebbe farsi notte, e l’Italia avrà meno energia. 



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COMMENTI
13/01/2011 - Nessun bisogno di voto (Adriano Sala)

Il referendum di Di Pietro non cambierà nulla. Basta vedere il quorum delle ultime votazioni dei referendum per anticiparne l'esito. Spiace solo veder sprecare altri soldi dei contribuenti.

 
13/01/2011 - Ma va là... (Alberto Consorteria)

Ma no, su d'animo! Andremo tutti a votare in favore del nucleare! Finalmente potremo dire la nostra! Siamo in una dittatura con partiti senza congressi e elezioni senza preferenze: BASTA AVERE PAURA DEL VOTO! L'Italia, incluso Berlusconi, ha una classe dirigente senza midollo, che se la fa sotto! Il confronto è il sale della politica, fateci votare per il nucleare, gli pseudo ambientalismi saranno schiacciati da chi vota NO!