BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

GOOGLE/ Ecco perché non avrebbe senso abusare di una posizione dominante

Procede l’inchiesta per verificare se Google abbia danneggiato la concorrenza nel mercato europeo. STEFANO RIELA ci spiega in che modo

Foto ImagoeconomicaFoto Imagoeconomica

Procede l’inchiesta della Commissione Europea, avviata lo scorso novembre, per verificare se Google abbia danneggiato la concorrenza nel mercato europeo. A lamentarsi del più famoso motore di ricerca di internet sono Ciao di Microsoft, l’inglese Foundem e la francese eJuctice. Si tratta di portali che offrono anch’essi motori di ricerca per la comparazione di prodotti e servizi in vendita e che ritengono di non essere adeguatamente posizionati nell’indicizzazione dei risultati che Google presenta ai suoi utenti.

Spetterà alla Direzione Generale della Concorrenza di Bruxelles stabilire se Google, ai sensi dell’articolo 102 del Trattato sul Funzionamento dell’Ue, stia abusando della sua posizione dominante favorendo i propri servizi - gratuiti e a pagamento - penalizzando quelli dei concorrenti. L’inchiesta si articola su più livelli e in questa sede si delimitano le considerazioni agli aspetti ritenuti fondamentali.

L’attuale posizione di Google nel mercato oggetto di osservazione - la ricerca in internet tramite motore - è indubbiamente dominante: in molti paesi europei la quota di mercato supera il 90%. Tuttavia la Commissione deve valutare con attenzione l’estensione di questo mercato nel dinamico mondo di internet e la sostenibilità della posizione di Google. Innanzitutto buona parte della ricerca in internet non passa più tramite i motori, e quindi tramite Google.

Il processo di frammentazione della rete (interessante in proposito il Briefing “The future of the internet” del settimanale The Economist del 4 settembre 2010) sta isolando le reti di Facebook, di Twitter e di Apple con le sue applications; per buona parte dei sempre crescenti utenti di queste reti l’attività di ricerca si rivolge alle informazioni contenuti in queste reti e sempre meno dai motori di ricerca aperti (anche perché a Google è impedito di accedere alle informazioni contenute in queste reti per procedere all’indicizzazione).