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GOOGLE/ Ecco perché non avrebbe senso abusare di una posizione dominante

Pubblicazione:sabato 15 gennaio 2011

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

Da un punto di vista strategico, un comportamento abusivo da parte di Google non sembrerebbe lungimirante. Parliamo di un gigante dai piedi d’argilla che deve costantemente avere la garanzia che il motore di ricerca sia il più efficace e il più efficiente. L’assenza di switching costs, infatti, offre agli utenti un potere sanzionatorio molto più elevato di quello minacciato dall’Ue.

 

Nel momento in cui dovesse diffondersi il sospetto che i risultati indicizzati dalle ricerche su Google sono distorti e/o non rispondenti alle esigenze dell’utente (considerando la complessità delle informazioni da indicizzare, ogni algoritmo è perfettibile) sarebbe immediata la fuga verso altri motori di ricerca; le aziende non troverebbero più conveniente farsi pubblicità con Google e il modello di business crollerebbe. Sarebbe un vero suicidio, no?



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