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Economia e Finanza

FINANZA/ Ecco come la Cina si prepara a "mangiare" l’Europa

Li Keqiang, vicepremier cinese (Foto Ansa)Li Keqiang, vicepremier cinese (Foto Ansa)

Eccoci quindi tornare a WikiLeaks, tema trattato in apertura di articolo. Nel gennaio dello scorso anno, infatti, due calbles giunti dall’ambasciata Usa di Pechino citavano il capo della missione Ue, Alexander McLachlan e il suo malumore per il fatto che la Spagna avesse tentato di ingraziarsi il favore dei leader cinesi «a tutto svantaggio e alle spese degli altri Stati europei». Di più, «la Cina è assolutamente a conoscenza del gioco di Madrid e sta sfruttando le divisioni interne all’Ue per guadagnare esposizione». E come avrebbe fatto la Spagna, già cosciente con mesi di anticipo delle proprie gravose necessità di finanziamento, a ingraziarsi Pechino?

 

Ce lo dice sempre un cable di WikiLeaks che citan ancora Alexander McLachlan e il fatto che molti paesi europei cominciassero «a essere stufi per il comportamento dell’ambasciatore spagnolo in Cina, Blasco Villa, e per le sue recenti dichiarazioni ai media cinesi riguardo il fatto che l’Unione Europea potrebbe considerare un alleggerimento dell’embargo sulle armi. I cinesi non credono agli spagnoli, ma stanno comunque usando questo argomento come una leva contro di noi». Inoltre, l’agenda di Pechino conterrebbe anche un secondo obiettivo: ovvero, l’ottenimento dello status di economia di mercato da parte dell’Ue, fatto che renderebbe molto più difficile per l’Europa l’imposizione di misure anti-dumping verso l’import dalla Cina.

 

Bruxelles, d’altronde, ha già ammorbidito le sue tariffe punitive verso le scarpe cinesi: i margini per negoziare e ricattare, grazie anche a comportamenti come quello spagnolo, ci sono. Non si spiegherebbe altrimenti la volontà cinese di salvare l’Europa, visto che a fronte dell’aumento dell’inflazione interna, Pechino e i suoi fondi non potranno ripetere l’errore fatto con le banche Usa o il debito statunitense, dimostrando a cittadini sempre più arrabbiati come il governo sprechi il denaro pubblico. Insomma, acquirente di ultima istanza del debito sovrano europeo a rischio default sì ma a un prezzo molto preciso. E salato, anche a livello di rapporti internazionali e stabilità globale.

 

Prima di pensare a una fiscalità comune, a un Fondo da allargare che emetta anche debito e ad altre ingegnerie economiche, sarà meglio sancire una comune linea di politica estera. E in fretta, se non vogliamo tramutare Bruxelles e le sue istituzioni in una succursale di Pechino e l’Ue in un protettorato cinese.

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COMMENTI
18/01/2011 - commento (francesco taddei)

sono d'accordo con la sua conclusione. europei ricordiamoci di come francia e inghilterra fecero dissolvere l'impero ottomano in tanti loro protettorati. e ai cavalli di troia europei come il nostro ministro degli esteri un po' di frustino.

 
18/01/2011 - Chiarissimo (Francesco Giuseppe Pianori)

Chiarissimo. Grazie Pensa che possa salvare il mio "portafoglio" con i 40 franchi svizzeri, che mi restano da una lontana vacanza a Lenzerheide?