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FIAT/ Airaudo (Fiom): Marchionne e Governo si preparino a perdere il 28 gennaio

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“Che cosa accadrà adesso? La Fiom farà ricorso alla magistratura contro l’accordo di Mirafiori? Come farete a rappresentare i lavoratori nello stabilimento di Torino?” Sono le prime domande, quasi scontate, e allo stesso impietose, che si fanno a uno dei massimi rappresentanti della Fiom, Giorgio Airaudo, segretario nazionale e responsabile auto dei metalmeccanici della Cgil, dopo il lacerante referendum sull’accordo alla Fiat.

Giorgio Airaudo non si scompone tanto: “Guardi, abbiamo 700 iscritti in fabbrica e continuano ad aumentare. In più, dopo il risultato del referendum siamo circondati di simpatia da parte degli operai di Mirafiori. Non ci hanno fatto scomparire e di certo non scompariremo. Ma continueremo la nostra iniziativa sindacale con più forza di prima. Bisogna che si esca da certe mitologie. È probabile che per alcune questioni che riguardano la realtà del lavoro e i diritti dei lavoratori ci rivolgeremo anche alla magistratura. Intanto però prepariamo bene lo sciopero generale del 28 gennaio, che avrà un grande successo, una grande partecipazione. E questo lo possiamo garantire già ora guardando la mobilitazione che si sta preparando e il coinvolgimento degli operai di Mirafiori”.

 

Scusi Airaudo, ma si riuscirà a ricucire il rapporto con gli altri sindacati che hanno detto sì?

 

Ma il rapporto con gli altri sindacati c’è sempre stato e c’è ancora. Il problema è che su questo accordo loro erano d’accordo e noi non siamo d’accordo. Mi permetto di aggiungere solo una considerazione: noi non avremmo mai firmato un accordo che escludesse un altro sindacato, mentre loro l’hanno fatto. Dico questo solo per ragioni di chiarezza. non esistono tuttavia ragioni per non discutere, per non trattare insieme su altri punti importanti. Un fatto è certo: noi non siamo d’accordo con il modello americano che ci propone Marchionne nelle relazioni industriali. Ripeto modello americano, che non è neppure quello tedesco.

 

Marchionne intanto ha detto che ora il nuovo contratto andrà esteso a Melfi e Cassino.



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COMMENTI
19/01/2011 - Completezza d'informazione. (Giuseppe Crippa)

Leggere su questo giornale quanto dice il responsabile auto della FIOM (CGIL) Ariaudo è interessante anche se per completezza di informazione sarebbe auspicabile una analoga intervista a Bruno Vitali, responsabile auto della FIM (CISL), anche per non dare ragione a Marchionne quando dice che la FIOM sa sfruttare meglio di ogni altro l’effetto che questa vicenda ha avuto sui media. A Vitali, per esempio, si potrebbe chiedere del buon feeling tra la FIM ed il sindacato americano dell’auto UAW, grande azionista di Chrysler, ma anche col sindacato polacco Solidarnosc e con quello brasiliano Betim/CUT, feeling tale che se si votasse a livello mondiale nei due gruppi – FIAT e Chrysler - la FIOM e i sindacati omologhi sarebbero condannati all’insignificanza numerica. Quanto all’affermazione di Ariaudo «noi non avremmo mai firmato un accordo che escludesse un altro sindacato, mentre loro l’hanno fatto», mi limito a dire che nel corso della mia esperienza sindacale aziendale innumerevoli volte ho dovuto attendere l’adesione dei compagni della CGIL prima di siglare un accordo, mentre molto ma molto raramente mi è capitato il contrario.