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Economia e Finanza

FIAT/ Airaudo (Fiom): Marchionne e Governo si preparino a perdere il 28 gennaio

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Mi scusi, ma a questo punto mi viene da ridere, anche se amaramente. Noi avremmo fatto una mistificazione mediatica? Ma Marchionne si dimentica di essere il proprietario de La Stampa e uno degli azionisti principali de Il Corriere della Sera? In questo caso quando si parla di mistificazione si fa solamente della propaganda e non proprio buona. Io penso che sia lui ad aver determinato tutta questa drammatizzazione creando delle mistificazioni.

 

Marchionne ha anche detto che non si spiega perché “negli Stati Uniti dicano che gli ho salvato la pelle e qui la pelle vogliano farmela”. Lei come se lo spiega?

 

Siamo ancora alla propaganda. E non mi faccia più commentare le dichiarazioni di Marchionne.

 

Come vi state preparando per lo sciopero del 28 gennaio, che tra l’altro ha raccolto il sostegno di Micromega?

 

Sarà un successo. Lo comprendiamo da molti segnali, come le ho detto all’inizio di questa chiacchierata.

 

(Gianluigi Da Rold)

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COMMENTI
19/01/2011 - Completezza d'informazione. (Giuseppe Crippa)

Leggere su questo giornale quanto dice il responsabile auto della FIOM (CGIL) Ariaudo è interessante anche se per completezza di informazione sarebbe auspicabile una analoga intervista a Bruno Vitali, responsabile auto della FIM (CISL), anche per non dare ragione a Marchionne quando dice che la FIOM sa sfruttare meglio di ogni altro l’effetto che questa vicenda ha avuto sui media. A Vitali, per esempio, si potrebbe chiedere del buon feeling tra la FIM ed il sindacato americano dell’auto UAW, grande azionista di Chrysler, ma anche col sindacato polacco Solidarnosc e con quello brasiliano Betim/CUT, feeling tale che se si votasse a livello mondiale nei due gruppi – FIAT e Chrysler - la FIOM e i sindacati omologhi sarebbero condannati all’insignificanza numerica. Quanto all’affermazione di Ariaudo «noi non avremmo mai firmato un accordo che escludesse un altro sindacato, mentre loro l’hanno fatto», mi limito a dire che nel corso della mia esperienza sindacale aziendale innumerevoli volte ho dovuto attendere l’adesione dei compagni della CGIL prima di siglare un accordo, mentre molto ma molto raramente mi è capitato il contrario.