BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FINANZA/ Perché Goldman Sachs scarica Cina & co.?

Pubblicazione:giovedì 20 gennaio 2011

Foto Ansa Foto Ansa

Il fatto che sia Goldman Sachs a bocciare l’Asia la dice lunga sul momento, visto che fu proprio la banca d’affari newyorchese a inventare il termine BRIC e a gettarsi anima e corpo nei mercati emergenti durante l’ultima decade. Ma le cifre, per Moe, parlano chiaro: «L’attuale deficit di conto dell’India sta correndo verso il 4,1% del Pil ed è finanziato al 100% da flows di portafoglio a breve termine, ovvero un qualcosa su cui non ci si può basare indefinitamente. La stessa banca centrale indiana la scorsa settimana ha parlato di inflazione in aumento e la Borsa di Mumbai appare un po’ troppo affollata». I fondi pensione e le assicurazione dei paesi più ricchi hanno investito solo il 6,5% dei loro 60 trilioni di dollari di disponibilità nei nuovi mercati, lasciandoli pesantemente disallineati rispetto alla geografia della crescita mondiale: «Siamo solo al primo round di una vicenda strutturale che durerà per i prossimi venti anni», conclude Moe.

 

Pur restando convinta di un forte rimbalzo economico cinese nel secondo semestre di quest’anno, Goldman Sachs scommette su una ripresa record degli Usa con una crescita tra il 3,4% e il 3,8% e l’indice S&P 500 a quota 1500 entro la fine dell’anno. Altra sorpresa sarà il Giappone che, uscito dalla trappola deflazonaria, conoscerà un aumento dei profitti del 23% quest’anno e del 22% nel 2012, visto che le aziende giapponesi «sono sedute su un monte Fuji di riserve di liquidità, pari a 867 miliardi di dollari, pronte a essere utilizzate in buy-back azionari, dividendi e scalate societarie sotto forma di blitz», stando al parere di Kathy Matsui, capo economista di Goldman a Tokyo.

 

Grande entusiasmo anche verso le commodities, oro in testa: per Jeff Currie, il guru del settore di Goldman, l’oro potrà toccare quota 1.650 dollari l’oncia, visto che «oggi sta prezzando il rischio di default sovrani ma anche il quadro macro futuro ci dice di restare “lunghi” almeno fino a quando la Federal Reserve non terminerà il programma di QE e si preparerà a un ciclo di stretta». Nei fatti, c’è una correlazione pressoché perfetta tra tassi di interessi reali negativi e aumento dei prezzi dell’oro: a oggi, i tassi reali in Europa sono al -1%, al -2% negli Usa e addirittura al -3% nel Regno Unito, situazione che sta facendo gonfiare il boom aureo.


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >

COMMENTI
20/01/2011 - Con quali risparmi... (J B)

I patriottici cittadini americani dovrebbero comprarsi il loro debito?? Speriamo siano veramente patriottici e le loro radici libertarie che hanno permesso di creare quel gioiello che è la loro Costituzione li aiutino a ricordarsi cosa sia veramente il denaro. Goldman ha sempre ragione e come ha detto lei sono i maggiori collocatori di debito US. (legati a doppio filo col Treasury dept, no?) Comunque non appena la Cina scarica i Tbills (l'unica vera opzione che hanno per combattere la loro inflazione che si attesta - su livelli reali - al 10%) e permette alla sua moneta di rivalutarsi, gli US si ritroveranno un'inflazione feroce in casa. A quel punto S&P in termini nominali può salire dove meglio credete... a meno che non andiamo dritti allo scenario iperinflattivo. Il che è tutto un altro discorso. Non dimentichiamoci poi dei rischi a breve del muni market e dei Piigs in EU che sono una serie spada di damocle per questa - lo scrivo ridendo - "jobless" recovery.