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FINANZA/ Perché Goldman Sachs scarica Cina & co.?

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Attenzione, però, a quando le banche centrali cominceranno ad alzare i tassi, poiché la contrazione potrà essere brutale: stando a uno studio sempre di Goldman Sachs, i prezzi reali dell’oro non sono mai stati così alti negli ultimi 440 anni, tranne in un caso nel 1720 e durante la parabola del 1980, terminata in un crash. Addio BRIC, quindi, la nuova frontiera è il CCCP, non la vecchia Unione Sovietica in salsa finanziarizzata ma l’acronimo, sempre creato da Goldman Sachs, per “crude, copper, cotton and platinum” (petrolio, rame, cotone e platino), un blocco di commodities che offre una ratio tra rischio e possibile valore di realizzo decisamente più bilanciata, visto che sono sempre legate a un’offerta ridotta: il mondo non può produrne abbastanza e nemmeno la Cina può.

 

Hu Jintao è arrivato a Washington con tutti gli onori e in posizione di forza, parlando addirittura del dollaro come una valuta ormai incapace di ricoprire il ruolo di divisa di riferimento globale: stia attento, quando parla Goldman Sachs parla il principale collocatore di debito Usa nel mondo, geloso delle ricche provvigioni che questo ruolo gli garantisce. E si sa, le profezie di Goldman Sachs si avverano o autoavverano sempre.

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COMMENTI
20/01/2011 - Con quali risparmi... (J B)

I patriottici cittadini americani dovrebbero comprarsi il loro debito?? Speriamo siano veramente patriottici e le loro radici libertarie che hanno permesso di creare quel gioiello che è la loro Costituzione li aiutino a ricordarsi cosa sia veramente il denaro. Goldman ha sempre ragione e come ha detto lei sono i maggiori collocatori di debito US. (legati a doppio filo col Treasury dept, no?) Comunque non appena la Cina scarica i Tbills (l'unica vera opzione che hanno per combattere la loro inflazione che si attesta - su livelli reali - al 10%) e permette alla sua moneta di rivalutarsi, gli US si ritroveranno un'inflazione feroce in casa. A quel punto S&P in termini nominali può salire dove meglio credete... a meno che non andiamo dritti allo scenario iperinflattivo. Il che è tutto un altro discorso. Non dimentichiamoci poi dei rischi a breve del muni market e dei Piigs in EU che sono una serie spada di damocle per questa - lo scrivo ridendo - "jobless" recovery.