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Economia e Finanza

SCENARIO/ 2. Gentili: ecco la riforma che ci fa uscire dalle secche

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Tutto il sistema della rappresentanza è ora oggetto di una verifica. Cgil e Confindustria sono state nel corso degli ultimi decenni i protagonisti assoluti delle relazioni industriali, a partire dall’accordo Lama-Agnelli degli anni ’70. Nel ’93 è stato fatto un accordo molto difensivo che ha dato il via alla cosiddetta concertazione, che col passare del tempo ha mostrato i suoi limiti. Già alla fine degli anni Novanta c’è stato un grande dibattito, con aperture anche nel mondo della sinistra sulla revisione dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, bloccato poi dall’allora segretario generale della Cgil, Sergio Cofferati. Poi dalla concertazione siamo arrivati a parlare di dialogo sociale agli inizi del Duemila, gli anni del Libro Bianco di Marco Biagi, ma la Cgil ha di nuovo chiuso la porta. Fino ad arrivare al gennaio 2009, quando con Emma Marcegaglia c’è stato un accordo molto importante, il primo significativo passo verso un superamento della concertazione del ’93, firmato da Cisl e Uil, ma non dalla Cgil.

 

Come dire che Confindustria è stata solo un po’ sorpresa dal cambiamento repentino, ma può rientrare comunque in carreggiata.

 

Per Confindustria l’evoluzione delle relazioni industriali è un dato da cui non può prescindere. Nel momento in cui questo cambiamento procede con la velocità che si è vista, è chiaro che fa più fatica. Per il momento siamo in una situazione in cui è stata prospettata un’uscita temporanea di Fiat da Confindustria in vista di un “settore auto” che dovrebbe ricomporre il quadro. Stiamo a vedere come andrà avanti la vicenda.

 

(Lorenzo Torrisi)

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