BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

FINANZA/ Perché gli speculatori abbandonano l’Europa?

Foto FotoliaFoto Fotolia

Insomma, abbiamo vissuto un periodo di economia turbo e altamente dinamicizzata con tassi di interesse reali negativi per una decade (e non ricordiamo intemerate al riguardo da parte di Barroso): «L’adesione all’eurozona ha certamente contribuito al boom della proprietà e al deterioramento della competitività salariale. Certamente questi sbilanciamenti e disallineamenti avrebbero potuto sostanziarsi anche al di fuori dell’unione monetaria, ma le antenne della politica non sono state risintonizzate sull’Irlanda. I segnali di allarme sono stati silenziati». Certamente i politici irlandesi hanno compiuto degli errori, ma avrebbero potuto davvero evitare una bolla distruttiva?

 

Basti guardare il parallelo odierno con la Spagna, altro paese vittima del boom del real estate, per farsi un’idea: la Banca centrale spagnola è notoriamente riconosciuta come una delle meglio gestite, pioniera della “previsione dinamica”, ma nonostante questo non ha potuto contenere gli effetti di quei tassi d’interesse e quel regime monetario. Insomma, i disastri seriali che stanno squassando i periferici dell’Ue non possono essere attribuiti unicamente - come fa Barroso - alle vittime: anche perché il numero uno della Commissione Europea dovrebbe andare a rileggersi alcuni suoi discorsi fino al 2007, quando citava a ogni piè sospinto l’allora Tigre celtica come modello per l’Europa dell’Est.

 

Ma tant’è, si sa che le parole dei politici vanno spesso interpretate e prese per ciò che sono, ovvero propaganda o dissimulazione. Una cosa è certa: nonostante la Germania continui a mostrare la faccia feroce rispetto all’aumento del fondo di salvataggio Ue e getti ombre sull’esito del vertice straordinario del 4 febbraio prossimo, i mercati sono certi che alla fine Berlino cederà e farà - come ha dichiarato la stessa Cancelliera Merkel - tutto il necessario per salvare l’euro e l’eurozona.

 

Dati diffusi ieri nella City dimostrano, infatti, che la domanda per contratti usati come difesa dal declino dell’euro stanno letteralmente scomparendo dai mercati al tasso più veloce dal settembre scorso, sintomo che gli speculatori stanno correndo a chiudere le loro scommesse sul crollo della moneta unica, un modello che solitamente preannuncia un apprezzamento della valuta di circa il 13% nei due mesi seguenti.

 

Nonostante i tentativi di Berlino, dunque, pare che la vecchia Europa ce la farà anche questa volta: a quale prezzo, politico soprattutto, però?

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
26/01/2011 - le sorti della tigre celtica (antonio petrina)

In un testo di una conferenza ormai celebre ( economic possibility for our grandchildren ) il celebre keynes descriveva ,tramite il romanziere carrol ( quello di alice nel paese delle meraviglie) ,che all'arrivo del sarto il prof bruno lo avesse rimandato a casa con la promessa di pagarlo dopo un anno con l'interesse composto pari al doppio e con questa promessa il sarto se n'andò felice di avere il suo bel gruzzolo ,ma invano perchè poi... saranno le banche tedesche consapevoli che alla fine il sarto verrà pagato? keines colpisce ancora , eccome!

 
25/01/2011 - Certo che la svangano (J B)

La Fed stampa moneta e compra (in maniera smodata) sul mercato primario dei bonds. La BCE stampa moneta e compra (meno) sul mercato secondiario. Ovviamente la Merkel che fa la faccia feroce sa benissimo cosa significa un default dei Piigs. A tal proposito, ricordo dei bellissimi grafici da Lei postati da dove si evinceva l'esposizione delle varie banche tedesche e non verso i Piigs. Ovviamente aggiungiamo il fatto che l'intero settore bancario ed assicurativo è praticamente fallito ed ecco come qualsiasi problema di default immediato è da scongiurare. Altrimenti, si avrebbe un effetto domino devastante. Effetto che ovviamente tali politiche possono solo posticipare (di quanto sarebbe bello saperlo) rendendolo solo ancora più disastroso. (iperinflazione) Per far ripartire l'economia servirebbero riforme di stampo libertario sia a livello fiscale che burocratico. Invece, si assiste all'opposto. Quindi, quale crescita possiamo sperare? Eurobond e riforma fiscale europea next che ovviamente ci venderanno come necessaria per la sopravvivenza della UE e per diminuire il carico fiscale. Pagare tutti per pagare meno. La solita baggianata.(ti saluto 12,5% irlandese) Comunque vedo una bella inflazione di prezzi in arrivo.