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SCENARIO/ Pelanda: il patto Usa-Ue che può mettere sotto scacco la Cina

CARLO PELANDA spiega perché è importante integrare America ed Europa, dollaro ed euro, per ricostruire un centro di governo economico del mondo.

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

Oggi si apre il Forum mondiale economico a Davos. Leader politici e di mercato di 100 nazioni cercheranno nuove regole condivise per dare stabilità a unasistema mondiale in rapido mutamento e pericolosa frammentazione. La ricchezza personale (lavoro, risparmio, patrimonio) di chi legge non dipende più, da tempo, dalle situazioni nazionali e locali, ma da quella globale e dal suo impatto sui luoghi. Motivo forte per tratteggiare i contorni del nuovo macroscenario.

 

Fino a dieci anni fa, il mercato internazionale aveva una forma piramidale: al vertice c’erano l’America e il dollaro e tutto il resto dipendeva da questo pilastro, tra cui la funzione di “prestatore/salvatore di ultima istanza” globale. In caso di guai in qualche parte del Pianeta, la Riserva federale abbassava i tassi del dollaro, ciò induceva un plus di crescita nel mercato interno statunitense che a sua volta assorbiva più esportazioni, così salvando le economie, e le monete, in difficoltà.

 

L’ultima volta che questo meccanismo - curare i mali economici nella periferia mandando in bolla il centro - funzionò fu nel caso della crisi finanziaria in Asia 1997/98. Poi fu evidente che l’America era ormai troppo piccola per reggere tali sforzi, in particolare, che le bolle comportavano “sbolle” destabilizzanti (2000, 2008). Sia per questo cedimento del centro ,sia per il parallelo ingrandirsi delle periferie, oggi il mercato internazionale è frammentato in tre macroaree principali - dollaro, euro e renvimbi - e una miriade di microaree, ciascuna per sé.

 

Le ex-periferie hanno tassi di crescita enormi grazie all’esistenza residua del vecchio modello piramidale: tutti a esportare verso l’America, e a importare tanto per esportare di più nell’America stessa. Infatti, si sta uscendo dalla crisi lentamente proprio perché la domanda globale resta ancora centrata su un’America in difficoltà. Il cedimento del centro non ha comportato la sua sostituzione con un altro pilastro. Quale potrebbe essere?