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FINANZA/ Come mai persino le cipolle possono far gola agli speculatori?

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E che dire dei fratelli Nelson e William Hunt, i quali tra il 1979 e il 1980 detenevano derivati sull’argento pari a metà della produzione annuale del metallo? Un caso clamoroso di corner: nel 1979, il prezzo dell’argento salì da 6 dollari l’oncia al record di 48,70 dollari l’oncia: peccato che i fratelli Hunt presero a prestito enormi quantità di denaro per finanziare la loro speculazione e quando il prezzo artificialmente gonfiato crollò in pochi giorni del 50% si trovarono incapaci di far fronte ai loro obblighi, causando il panico sui mercati.

 

Ma non solo soggetti singoli possono cercare di sabotare i mercati, anche gli Stati. All’inizio degli anni Ottanta, infatti, la Malesia tentò di mettere in corner il mercato mondiale dello stagno sperando di far salire il prezzo e obbligando i traders alla London Metal Exchange a comprare da lei la commodity a prezzi più alti: peccato che il piano fu scoperto e la London Metal Exchange cambiò le regole, ottenendo contestualmente una forte offerta da parte di nuovi paesi produttori di stagno e l’apertura da parte degli Usa dei loro enormi depositi. Il giochino costò alla Malesia circa 500 milioni di dollari, prezzo che ovviamente ricadde sui suoi ignari e incolpevoli cittadini, salvo poi lamentarsi del Fondo Monetario e delle sue cure draconiane o dei vulture fund che agiscono come avvoltoi...

 

Attenzione, quindi, a leggere anche attraverso la lente d’ingrandimento della finanza gli eventi che in questi giorni stanno sconvolgendo il Nord Africa: gli interessi di chi vuol fare soldi e di chi beneficia politicamente della fine di un leader non più utile o manovrabile, spesso collimano. Quando non sono le volontà dello stesso soggetto.

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COMMENTI
27/01/2011 - già il Papa.... (attilio sangiani)

non molte settimane orsono Benedetto XVI lamentò la presenza nel mercato finanziario mondiale di "masse vaganti di capitali" pronti a creare gravissime crisi anche alimentari senza alcuna remora. I "grassi governatori" se ne staranno tranquilli,perchè nessuno alle Nazioni Unite propone seriamente di creare una Autorità mondiale per regolare il mercato mondiale,sulla falsariga di quello europeo,ad esempio.

 
27/01/2011 - L'Opec è dichiaratamente un cartello che . . . (Fabrizio Terruzzi)

L'Opec è dichiaratamente un cartello che manipola i prezzi e la cui attività dovrebbe essere pesantemente sanzionata, anche penalmente, in applicazione alla legislazione anti-trust vigente in ogni paese industrializzato. Se appunto venisse applicata. Fra questo e il nulla fare si potrebbero trovare delle soluzioni intermedie dettate dal buon senso. La finanza e la speculazione sembra non abbiano fatto ancora abbastanza disastri perchè si provveda in qualche modo a regolarle e indirizzarle verso impieghi responsabili. E sembra non bastare che milioni o centinaia di milioni di persone possano essere e a volte siano messe alla fame per avidità nel tentativo da parte di pochi di moltiplicare i propri capitali. Ma questi governanti e governatori grassamente stipendiati che ci stanno a fare?. Libero mercato e capitalismo non sono sinonimo di anarchia altrimenti, l'esperienza insegna, generano facilmente disastri.