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FINANZA/ I "soliti ignoti" che dettano legge sui mercati

Pubblicazione:venerdì 28 gennaio 2011

Foto Ansa Foto Ansa

Giunto a questo punto, qualcuno si domanderà il perché di tanto sarcasmo. Il motivo è semplice. Gli impatti di tutte queste regole sulla nostra vita quotidiana sono stati e restano enormi. E più indaghiamo sui meccanismi che portano a decisioni così importanti, maggiore è la dose di ironia necessaria per continuare a indagare. Scherzi a parte, le conseguenze di questi e dei precedenti buoni propositi della burocrazia finanziaria sono molto più dirette di quanto possa apparire a una prima analisi.

 

Le regole di Basilea III influenzano le modalità di emissione di un mutuo o di una carta di credito, modificano le condizioni di un conto corrente, fanno la differenza quando si acquista un’auto a rate. I principi contabili internazionali influenzano le politiche creditizie delle banche, arrivando a stabilire se e quanto denaro possa essere prestato a un’impresa in cattive acque. Per quanto riguarda lo strapotere di un’agenzia di rating, di questi tempi è sufficiente avere in portafoglio un titolo di Stato europeo per sapere di cosa si stia parlando.

 

A questo punto propongo un test. Nominare almeno una persona impiegata con ruoli di responsabilità all’interno dello IASB, del FASB o del comitato di Basilea. L’esercizio può estendersi alle agenzie di rating: citare almeno un dirigente di Moody’s, Standard&Poor’s o Fitch.

 

Non si tratta di una caccia all’untore. È piuttosto un album di figurine popolato da perfetti sconosciuti. E, infatti, anche cercando gli autori delle analisi più interessanti (come, ad esempio, un recente rapporto sulle crisi di sistema pubblicato dal Comitato di Basilea il 12 novembre 2010), l’impresa è ardua. Nessuna firma in calce al testo, nessuno che ci abbia messo la faccia.


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