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SCENARIO/ 1. Bertone: altro che Ruby, le elezioni si giocheranno sulla patrimoniale

Pubblicazione:venerdì 28 gennaio 2011

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

L’occasione era ghiotta. E Silvio Berlusconi non se le è fatta sfuggire. Mai una patrimoniale, ha detto il premier in un’intervista a Il Foglio. Una soluzione del genere, dice il presidente del Consiglio “con il livello abnorme di pressione fiscale che si registra in Europa e in Italia, con i formidabili ostacoli che si frappongono alla crescita, sarebbe la via più breve per deprimere gli investimenti, mettere in fuga i capitali, impedire le riforme, riaccendere la corsa alla spesa pubblica improduttiva e alla creazione di nuovo debito”. Invece, “bisogna fare esattamente il contrario: liberalizzare, privatizzare, riformare e incentivare la crescita dell'occupazione qualificata, della spesa per infrastrutture, dell'istruzione e della ricerca”.

 

Insomma, se tra qualche mese, come pare sempre più probabile, si andrà a votare, Berlusconi potrà agitare lo spettro della mannaia fiscale davanti a un elettorato assai sensibile, quando si tocca il tema della casa. Perché, per citare Pellegrino Capaldo, cioè il “supertecnico” che ha lanciato la proposta di un’imposizione straordinaria sugli immobili, “almeno il 20-25% degli italiani non ha una casa di proprietà”. Ergo, tre italiani su quattro son proprietari di casa. Facile capire che, in questo modo, la sinistra offre a Berlusconi un assist formidabile.

 

Ma, anche sotto l’attuale maggioranza, non mancano ragioni d’inquietudine per chi compra casa: si legge sul Il Sole 24 Ore che l’Agenzia delle Entrate, da quest’anno, intende imputare il corrispettivo pagato per l'acquisto di un immobile per intero al reddito presunto dell’anno del compratore. Insomma, corrono nuvole sinistre sul mattone. A danno della possibile ripresa dell’edilizia.

 

Al di là della convenienza politica e delle promesse elettorali, il tema è dunque senz’altro rilevante e urgente. Come è ben noto, a fine 2010 l’Italia è stato l’unico tra i Paesi Ocse a chiudere l’esercizio con un avanzo primario del bilancio pubblico. Ma, a causa dell’onere sugli interessi del debito pubblico, il disavanzo sfora il tetto del 5%. E, come rileva l’indagine congiunturale della Confindustria, questa spada di Damocle è la causa principale delle difficoltà crescenti del Bel Paese ad agganciare la ripresa internazionale. Qualcosa, insomma, occorre pur fare per abbassare la febbre del debito, che continua a oscillare attorno al 118-120% del Pil. Ma come?

 

Le strade possibili sono due: l’arma dell’inflazione monetaria o la scure fiscale. La prima terapia ha il vantaggio di accrescere la propensione al consumo e di erodere i salari reali, a vantaggio della competitività delle imprese. Non solo. L’inflazione gioca a favore del debitore, nel nostro caso innanzitutto lo Stato, e funziona come una vera e propria patrimoniale nei confronti delle attività non reali, come i titoli del debito pubblico. Una soluzione di questo tipo, al di là delle affermazioni ufficiali, è alla base delle strategie del governo conservatore di David Cameron, nel Regno Unito, dove però, a differenza di quel che avvenne in Italia a cavallo degli anni Settanta e Ottanta, l’uso aggressivo dell’inflazione si accompagna a una drastica manovra di taglio della spesa pubblica.


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COMMENTI
31/01/2011 - Patrimoniale VS Inflazione (MAURIZIO BORGHI)

Politiche di emergenza di rientro del debito a mio parere devono potere avere alcune caratteristiche che hanno a che fare con il buon senso esattamente come quando si ha a che fare con spese straordinarie condominiali: devono essere QUANTIFICABILI con ESATTEZZA, destinate a uno scopo ESCLUSIVO, LIMITATE nel tempo e pagate da TUTTI secondo parametri oggettivi. Mi sembra che nessuno di queste voci sia soddisfatta in caso si adotti una politica di inflazione monetaria. In un paese dove vi è una quota molto alta di economia sommersa e quella emersa presenta una percentuale molto lata di dichiarazioni al limite del ridicolo, dove non si possono tassare le plusvalenze finanziarie, dove gli interventi economici e fiscali hanno sempre delle zona d'ombra in cui i più furbi possono fare il loro gioco, dove il lavoro è sempre più precario, dove ATTENZIONE si stima che il 50% della ricchezza è in mano al 10% delle famiglie, veramente vogliamo ipotecare per gli anni a venire (5 - 10 - 15 per quanto tempo si sentiranno gli effetti? ) l'unica cosa che sta tenendo in piedi le famiglie ovvero la tenuta del potere di acquisto dei salari ? E' necessaria trasparenza, chiarezza ed equita. Non sono affatto sicuro che per le classi più deboli l'inflazione sia una medicina migliore della patrimoniale e non sono le famiglie con figli che pagano il mutuo sull'unica casa di proprietà a dovere temere una tassa patrimoniale. A me i figli stanno a cuore come agli altri...

 
29/01/2011 - inflazione importata (attilio sangiani)

solo una osservazione : la Scienza Economica distingue tra "inflazione endogena",cioè determinata da cause interne ad un sistema-paese ( es. : aumenti del costo del lavoro,ecc.) dalla inflazione "importata",cioè determinata dall'aumento del costo di merci o servizi importati. Esempio chiarissimo è l'aumento del costo del petrolio e derivati nei paesi non autosufficienti; oppure delle materie prime,dei generi alimentari,ecc. La BCE potrebbe allargare il margine della inflazione tollerata,non tenendo conto della inflazione "importata",che è esattamente una tassa pagata ai paesi da cui si importa,gravante iserorabilmente su tutti. Contro questa tassa non ci sono rimedi a breve-medio termine. Solo a lungo-lunghissimo termine,come,ad esempio,sostitire le fonti non rinnovabili di energia con fonti rinnovabili,ecc. Poichè una maggiore inflazione tollerata danneggerebbe alcuni ceti "deboli",si potrebbe provvedere con provvidenze "mirate" a loro favore,sul tipo degli "ammortizzatori sociali" per i salari...

 
29/01/2011 - Risposta al sig. Borghi (Mariano Belli)

in realtà io non trovo qualcosa di più iniquo di un'ipoteca sulla casa da parte dello stato (magari appena finita di pagare a suon di interessi alla banca...o che addirittura si sta ancora pagando) : la casa serve per vivere, mentre si può vivere anche senza possedere BOT. Ma che facciamo, lasciamo ai nostri figli, che già non avranno lavoro, una casa che dovranno ripagarsi? Ma stiamo scherzando, vero?

 
28/01/2011 - Inflazione soluzione peggiore della patrimoniale ? (MAURIZIO BORGHI)

In molti commenti emerge la convinzione che l'unica soluzione praticabile per ridurre il debito sia l'inflazione monetaria che l'Italia putroppo non può attuare per colpa di quei "cattivoni" di Eurolandia. E' vero che la ricchezza prima di distribuirla bisogna produrla ma i salari reali sono già stati notevolmente erosi (per non dire 'massacrati') dall'introduzione dell'euro, ed una ulteriore riduzione del valore reale dovuto ad una politica di inflazione monetaria sarebbe catastrofica e fonte di ulteriore impoverimento per le famiglie specialmente monoreddito. Perchè non fate un calcolo di quanto il valore reale degli stipendi sia diminuito negli ultimi 10 anni ? Scusate ma non capisco questo terrore per la patrimoniale una tantum se è vero come vero che il 75% degli italiani possiede immobili. Sarebbe una tassa che pagherebbero tutti o quasi in proporzione al valore degli immobili secondo i parametri registrati a catasto. Se lo scopo unico e dichiarato è rientrare nel debito, in tempi di emergenza e di crisi trovatemi qualcosa di più equo. A chi si pone interrogativi sulle minusvalenze legate al crollo dei prezzi degli immobili in via della spiga per ipotetiche vecchiette (bah!) rispondo provocatoriamente che mi preoccupo di più delle vecchiette di periferia che vivono con la pensione minima e devono pagarsi anche l'affitto. cordiali saluti

 
28/01/2011 - Default non è una parolaccia (Mariano Belli)

"Le strade possibili sono due: l’arma dell’inflazione monetaria o la scure fiscale. La prima terapia ha il vantaggio di accrescere la propensione al consumo e di erodere i salari reali...." Primo : il fatto i considerare l'erosione dei salari un "vantaggio"....beh, insomma, questione di punti di vista, no? Quello di Bertone è certamente differente da quello dei lavoratori salariati, che tra l'altro sono l'unica categoria che non ha mai evaso le tasse. Secondo : ma....come si fa ad accrescere la propensione al consumo erodendo i salari? Forse ci si riferisce ai consumi degli imprenditori e dei liberi professionisti che possono aumentare i loro margini o tariffe, ma rimane comunque un mistero. Ma dato che in questo paese impazzito la fanno tutti a chi la spara più grossa, allora ecco la mia : andare in default sul debito pubblico, fare come l'Argentina che adesso è in pieno boom economico, chi ha investito in titoli di uno Stato superindebitato come il nostro avrà fatto un pessimo investimento e sarà giusto che paghi. E chissenefrega se tocca pure alle banche tedesche...