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BORSE/ Mercati in festa per l’asse franco-tedesco e Dexia (il punto alla chiusura)

Pubblicazione:lunedì 10 ottobre 2011

Foto Ansa Foto Ansa

È stata un’ottima giornata per piazza Affari così come per tutte le piazze europee. Se non si partisse, dall’inizio dell’anno, da un quota in negativo più che ragguardevole (intorno al 40%) oggi si potrebbe parlare di un piccolo rally.  Milano è sopra la soglia dei 16mila punti con un rialzo del 3,7%, fatto impensabile solo quindici giorni fa, quando si traccheggiava al di sopra dei 13mila punti. Ma in questi quindici giorni la Borsa si è ripresa oltre tredici punti in percentuale, a cui bisogna aggiungere il guadagno di oggi.

Volano i bancari, con Unicredit in grande spolvero (+10%) e Intesa San Paolo che segue con rialzi che da molto tempo non si vedevano. Così come in Italia, il comparto bancario si è ripreso in tutta Europa. Il Dax di Francoforte chiude con un +2,83%, il Cac 40 francese con un +1,91%. Va bene anche Wall Street, malgrado la giornata semifestiva che in questo momento è, con il Dow Jones, in territorio positivo del 2,5%.

Questa volta, si può dire che non si vive solo di suggestioni come il famoso piano da tremila miliardi lanciato durante un weekend di fine settembre dalla stampa britannica. A meno di un “imbroglio” colossale, che costerebbe forse un paio di crisi di governo in Francia e in Germania. Nel vertice di Berlino, svoltosi domenica, tra Nicolas Sarkozy e Angela Merkel si è preso un impegno decisivo, quello di assicurare la ricapitalizzazione delle banche, un piano che sarà varato entro un mese. La volontà è certa, poi ci saranno i dettagli da sistemare, ma il passo è giudicato importante e decisivo da tutti gli analisti e soprattutto apprezzato dai mercati. E pensare che alla vigilia del vertice, si parlava di posizioni molto distanti. L’annuncio fatto dopo Berlino da Sarkozy e dalla Merkel, segue le anticipazioni, settimana scorsa, di Josè Barroso e di Oli Rehn. Ora i mercati sono meno incerti. Il problema restano i tempi degli interventi e anche questo non è un caso secondario. Ma la volontà politica esiste.

Un altro fatto positivo è che il colosso franco-belga  Dexia (oramai destinato a diventare tutto belga) sarà salvato, forse nazionalizzato, forse destinato a diventare una sorta di bad-bank. Dexia è stata nel pomeriggio riammessa alle contrattazioni.

C’è poi il “problema greco”, dove la situazione è ancora ingarbugliata. La “troika” avrebbe terminato la sua visita e la sua ricognizione. Il Paese è bloccato per lo sciopero di quasi tutti i mezzi pubblici. Difficile sapere come si concluderà questa vicenda che pesa sempre sui mercati. Le dichiarazioni sulla situazione della Grecia sono ancora vaghe.


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