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Economia e Finanza

VERTICE DI BERLINO/ Merkel-Sarkozy: entro il G20 il piano contro la crisi

Nikolas Sarkozy e Angela Merkel hanno promesso che, entro la fine del mese, e prima del G20 di dicembre, daranno via ad un piano globale per il rilancio della ripresa economica.

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Dalla crisi ci tireranno fuori il presidente francese Nikolas Sarkozy e la cancelliera tedesca, Angela Merkel. I due hanno promesso che, entro la fine del mese, e prima del G20 di dicembre, daranno vita ad un piano globale per il rilancio della ripresa economica. In particolare, i due intendono ideare un sistema che ponga fine e risolva in maniera permanente la crisi del debito mondiale. Anzitutto, hanno sottolineato i due nel vertice di ieri a Berlino, occorre ricapitalizzare le banche europee in modo da poter garantire maggiori linee di credito. Gli istituti di credito, benché la Germania, in un primo momento, si era detta contraria all’ipotesi, potrebbero godere di un aiuto da parte dell’Efsf, il fondo salva stati. In particolare, ciascuno stato vi potrebbe far ricorso ogni qualvolta una delle sue banche rischiasse di subire gli effetti della default della Grecia. Gli effetti a catena che si produrrebbero sugli istituti di credito esposti, quelli nei confronti della quale Atene è debitrice, sarebbero disastrosi per l’intero sistema economico. Secondo l’ultimo Global Financial Stability Report del Fondo monetario, la svalutazione dei titoli di Paesi periferici genererebbe perdite, per le banche, per 300 miliardi di euro.

Tuttavia, il vertice non ha riguardato solo le banche. Sarà, quindi, opportuno modificare i trattati economici in vista di una maggiore integrazione a livello europeo. In tale ottica, potrebbe esser dato li via libera ad un nuovo programma comune di regole fiscali, con un’accentuazione degli organi di controllo. L’idea di fondo è quella della creazione di una confederazione di Stati di Stati capeggiata da un presidente. Vi è anche l’ipotesi di istituire un organo preposto al risparmio, con il potere di commissariare i Paesi che, in tal senso, si rivelassero meno virtuosi. Intanto, resta sullo sfondo il rischiato fallimento di Dexia, la banca franco-belga enormemente indebitata a causa della massiccia presenza nelle sue casseforti di titoli di stato greci, irlandesi, portoghesi e italiani. In particolare, si è ritrovata esposta nei confronti della Grecia per 700 milioni di titoli.