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Economia e Finanza

BORSE/ I mercati in calo fanno i conti con Trichet (il punto con Wall Street)

Il presidente della Banca centrale europea fa un’audizione al Parlamento europeo e le sue parole non sono confortanti. E le Borse segnano ribassi contenuti, mentre Wall Street parte in rosso

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Il presidente della Banca centrale europea fa un’audizione al Parlamento europeo e le sue parole non sono confortanti. Secondo Trichet, non c’è più tempo da perdere, perché la situazione delle banche, la loro capacità di rifinanziarsi e di assicurare liquidità è peggiorata, anche in questi ultimi quindici giorni. Quindi occorre che si usi il cosiddetto Fondo salva-Stati per intervenire subito. Sui tempi Trichet ha insistito, sostenendo che non si può assolutamente perdere più tempo. A questo punto lo sprone all’Unione europea da parte della Bce è diventato esplicito. In sostanza il presidente uscente della Bce lancia un allarme forte alle autorità politiche della Comunità e agli Stati membri.

Le Borse europee che hanno aperto in leggero ribasso, abbastanza caute, dopo le parole di Trichet all’Europarlamento hanno aumentato le perdite. Piazza Affari verso mezzogiorno era in rosso dello 0,6%, mentre più sensibili erano i ribassi di Francoforte e Parigi. Si parla di prese di beneficio, quindi di un fattore tecnico, sull’andamento odierno della Borsa. Non dimenticando che per quattro sedute le Borse sono andate bene e hanno recuperato quasi un quindici per cento rispetto a due settimane fa. Si può anche notare nei listini, almeno in prima mattinata, il buon andamento dei titoli bancari e quello negativo del comparto assicurativo e automobilistico.

Ma l’andamento dei mercati non spiega spesso la situazione reale, come quella che Trichet ha illustrato all’Europarlamento. Il problema è che, dopo le parole di Trichet, si guarda con un pizzico di minor fiducia e minore sicurezza di ieri, al piano di rifinanziazione delle banche dichiarato dal vertice di domenica scorsa a Berlino tra Nicolas Sarkozy e Angela Merkel. I due hanno dichiarato che il piano entro un mese sarà varato, con il concorso di tutti gli Stati. Jean Claude Trichet parla nell’audizione all’Europarlamento di “tempi brevi”, come se fosse una risposta indiretta al vertice di Berlino.

Nello steso tempo si viene a sapere che l’affare Dexia, che ieri veniva dato per scontato quanto a conclusione (i belgi prenderebbero la parte francese e poi nazionalizzerebbero), si è complicato per una diatriba tutta belga tra valloni e fiamminghi.