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Economia e Finanza

FINANZA/ Così il “patto” Merkel-Sarkozy affonda l’Europa

Nicolas Sarkozy e Angela Merkel si sono incontrati per discutere della crisi europea. MAURO BOTTARELLI ci spiega come le loro ricette mettano a rischio i partner dell’Ue

Angela Merkel e Nicolas Sarkozy (Foto Ansa)Angela Merkel e Nicolas Sarkozy (Foto Ansa)

«L’Europa darà delle risposte durevoli, globali e rapide entro la fine del mese per arrivare al vertice del G-20 unita e con i problemi risolti». Cosa vi avevo detto non più tardi della scorsa settimana? L’ineffabile duo Merkel-Sarkozy non ha la minima idea di come uscire dal pantano greco - sempre più patetico, visto che miracolosamente Atene ha scoperto di avere denaro sufficiente fino a metà novembre per pensioni e stipendi, permettendo alla troika di godersi il clima mite di Atene ancora per un po’ ed evitando ulteriori e inutili esborsi all’Europa -, giocano a prendere tempo fino al 3 novembre, quando a Nizza andrà in scena la pantomima finale della presidenza di turno francese. E, nel frattempo, lasciano il neo-papà Sarkozy tranquillo di accudire il neonato e cacciare qualche miliardo per salvare Dexia, oltre a un paio di banche francesi più che traballanti.

Solo che il buon Sarkò l’anno prossimo ha le presidenziali e un eccessivo esborso pubblico per stabilizzare il sistema bancario potrebbe significare l’addio al rating AAA del Paese (ieri confermato, non a caso, da Standard&Poor’s): come dire, bye bye Eliseo. I tedeschi lo sanno e hanno capito che l’amico francese, protagonista domenica dell’ennesimo vertice con Angela Merkel a colpi di pacche sulle spalle, sotto sotto sta cercando di fregarli, utilizzando il fondo Efsf per rianimare Societe Generale, Bnp Paribas o Credite Agricole e costringendo Berlino a pagare di tasca propria la ricapitalizzazione di Deutsche Bank. Non a caso, Angela Merkel ha definito “ultima ipotesi” l’utilizzo del fondo per aiutare gli istituti europei: un fraterno altolà all’amicone.

Al termine del meeting di Berlino, Cip e Ciop hanno reso noto che proporranno delle «importanti modifiche ai Trattati europei per una maggiore integrazione dell’Eurozona. L’obiettivo è quello di avere una cooperazione più stretta e vincolante fra i Paesi membri». Belle parole. In concreto? Nulla, attendiamo Nizza nella consapevolezza che sia poco democratico l’atteggiamento di Parigi e Berlino, visto che se si parla di Trattati europei, tutti i membri dovrebbero conoscere e discutere i particolari di riforme che li riguardano. Chi pensano di essere questi due? Fanno tanto i maestrini, ma, alla fine, le banche da ricapitalizzare in fretta sono proprio francesi e tedesche: che lezioni vogliono darci, quindi? Al riguardo Sarkozy ha poi sottolineato che sulle banche esiste un «completo accordo» fra i due Paesi, mentre Merkel ha dichiarato che Berlino è pronta a fare «ciò che è necessario per ricapitalizzare gli istituti al fine di garantire il credito per l’economia». Con quali soldi, visto che si parla di 1 trilione di euro per le banche dell’area euro? Non si sa, suspence fino al G20 di Nizza.

geofinanza.ilsussidiario.net


COMMENTI
11/10/2011 - Bravo! (Mariano Belli)

Sono stradaccordo con le conclusioni dell'ottimo articolista, qui stiamo pagando ormai col sangue, non più solo con semplici tasse, il rifinanziamento delle varie banche europee (cosa se non sbaglio avvenuta già a fine 2008)....il rifinanziamento delle banche, capite? Non il debito dello Stato italiano....Tutti d'accordo? Nessuna "piccola" obiezione? Possibile? Ma che omuncoli siamo diventati noi italiani?

 
11/10/2011 - il direttorio (francesco scifo)

Come la prenderanno i paesi esclusi da questo direttorio tra Germania e Francia non possiamo saperlo subito. Tuttavia, una cosa è certa, la Germania vuole il controllo dell'Europa, che passa per la guida dell'economia del continente e lo sta ottenendo senza dover fare una nuova guerra. Il Presidente americano, che afferma di appoggiare questa pseudo diarchia, ha dimenticato che l'America nel XX secolo è intervenuta ben due volte in Europa per evitare proprio la situazione che ora lei stessa sta aiutando a creare di nuovo. Come per il Nord Africa e per il Medio Oriente, il dipartimento di Stato si appresta a fare un nuovo incredibile errore strategico, forse avranno mandato in pensione gli analisti esperti ed i nuovi si sono formati sui giochi elettronici e sui modelli matematici, per cui la loro percentuale di successo è pari a quella dei metereologi. Lo squilibrio che si sta creando in questa area del mondo non gioverà alla pace, nè all'economia: Gran Bretagna, Russia, Turchia ed il resto dei paesi europei, quando tra qualche tempo se ne accorgeranno, non penso che staranno solo a guardare.