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FINANZA/ Così il “patto” Merkel-Sarkozy affonda l’Europa

Pubblicazione:martedì 11 ottobre 2011

Angela Merkel e Nicolas Sarkozy (Foto Ansa) Angela Merkel e Nicolas Sarkozy (Foto Ansa)

Juncker sa, in cuor suo, che l’unica ricetta sarebbe far fallire la Grecia e permettere a Portogallo e Irlanda di rinegoziare haircuts sul loro debito, contestualmente facendo cadere il tabù delle banche che non possono andare in default: a quel punto, una volta che anche le azioni avranno trovato il loro floor definitivo, ripartire con un supporto comunitario massiccio. Così non sarà, però. E Juncker ha fatto presagire, tra le righe, che riporre troppe - anzi, tutte - le speranze nell’Efsf è pura follia, poiché «non potrebbe gestire nessun tipo di salvataggio dell’Italia». Una frase buttata lì che ha il gusto amaro della profezia che si autoavvera. O che, comunque, è meglio gettare sul piatto - en passant - tanto per avere la garanzia, un domani, di poter rispondere alle critiche con il più classico dei “io ve lo avevo detto...”. Tanto più che Juncker sta per abdicare alla guida dell’Eurogruppo a favore, con ogni probabilità, del ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schauble.

Eppure no, io voglio credere a questa Europa di grandi leader e statisti, del tandem Merkozy! Nel maggio del 2010 l’Europa stava salvando la Grecia per prevenire problemi di contagio a Irlanda e Portogallo, nell’agosto dello stesso anno decise di salvare Irlanda e Portogallo e dare ancora più soldi alla Grecia per bloccare del tutto il rischio di contagio. All’inizio del 2011, l’Europa attraverso la Bce comincia a comprare bond periferici per evitare che i problemi andassero a intaccare Italia e Spagna, lo scorso 5 agosto la Bce ha cominciato a comprare Btp e Bonos affinché il problema non contagiasse le banche. Oggi, ottobre, stiamo per salvare Dexia e altre banche europee di fatto per salvare il mondo. Eddai, come fate a non avere fiducia in gente simile?! Che faranno ora, quindi?

L’Europa spenderà altri soldi per nazionalizzare o salvare un po’ di banche (a oggi il valore delle azioni e i loro movimenti non sembrano presagire una diluizione ma tant’è), l’Efsf sarà ratificato - magari con qualche “pressione” su Slovacchia e Malta, in caso non tornino a più miti consigli - e pienamente finanziato, in modo da poter acquistare ancora più debito e intervenire sull’equity e la Bce, contemporaneamente, presterà soldi alla banche senza fare troppe domande, a pioggia e per finanziare qualsiasi cosa e fronte di un pacchetto di sigarette come collaterale.

Pensate che così si risolvano i problemi? No, si fa esattamente ciò che denuncia il leader di SaS poc’anzi citato: si usa debito fresco per comprare debito vecchio, creando le condizioni della distruzione dell’euro a tutto vantaggio della banche francesi e tedesche, rianimate grazie al denaro dei contribuenti europei e dei loro governi, i quali usciranno a testa alta e con rating AAA intatto dalla crisi che nel frattempo devasterà Grecia, Portogallo, Irlanda e chissà chi altri. Tanto chi se ne importa, a quel punto Atene potrà andare tranquillamente in malora: alzate pure gli haircuts obbligazionari per i privati dal 21% anche al 40%. Che dico, al 50%! Il dinamico duo, dopo averci fatto pagare le operazioni da hedge funds dei loro istituti, riuscirà a farne pagare il prezzo a tutti, anche a chi la porcheria ellenica non l’ha mai comprata e quindi non ce l’ha cristallizzata nei bilanci. O ai contribuenti, magari con qualche giochino in stile irlandese sul debito senior delle banche.


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COMMENTI
11/10/2011 - Bravo! (Mariano Belli)

Sono stradaccordo con le conclusioni dell'ottimo articolista, qui stiamo pagando ormai col sangue, non più solo con semplici tasse, il rifinanziamento delle varie banche europee (cosa se non sbaglio avvenuta già a fine 2008)....il rifinanziamento delle banche, capite? Non il debito dello Stato italiano....Tutti d'accordo? Nessuna "piccola" obiezione? Possibile? Ma che omuncoli siamo diventati noi italiani?

 
11/10/2011 - il direttorio (francesco scifo)

Come la prenderanno i paesi esclusi da questo direttorio tra Germania e Francia non possiamo saperlo subito. Tuttavia, una cosa è certa, la Germania vuole il controllo dell'Europa, che passa per la guida dell'economia del continente e lo sta ottenendo senza dover fare una nuova guerra. Il Presidente americano, che afferma di appoggiare questa pseudo diarchia, ha dimenticato che l'America nel XX secolo è intervenuta ben due volte in Europa per evitare proprio la situazione che ora lei stessa sta aiutando a creare di nuovo. Come per il Nord Africa e per il Medio Oriente, il dipartimento di Stato si appresta a fare un nuovo incredibile errore strategico, forse avranno mandato in pensione gli analisti esperti ed i nuovi si sono formati sui giochi elettronici e sui modelli matematici, per cui la loro percentuale di successo è pari a quella dei metereologi. Lo squilibrio che si sta creando in questa area del mondo non gioverà alla pace, nè all'economia: Gran Bretagna, Russia, Turchia ed il resto dei paesi europei, quando tra qualche tempo se ne accorgeranno, non penso che staranno solo a guardare.