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FINANZA/ Così il “patto” Merkel-Sarkozy affonda l’Europa

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Angela Merkel e Nicolas Sarkozy (Foto Ansa)  Angela Merkel e Nicolas Sarkozy (Foto Ansa)

Francia e Germania hanno capito alla perfezione la lezione contenuta nel playbook della Fed, ovvero il fatto che il problema non è dare risposte, ma dare la percezione di soluzioni. Un errore ontologico fondamentale, visto che ciò che stiamo affrontando non è basato sulla percezione, ma sulla realtà di prezzi, bilanci, manipolazioni. Per quanto il mercato darà credito alla pantomima beckettiana del Godot che arriverà a risolvere la crisi, con Vladimiro-Merkel ed Estragone-Sarkozy a menare le danze? Anche per questo, fossi nei saputelli esteri e italiani, non riderei o mi indignerei troppo per il viaggio di Berlusconi in Russia da Vladimir Putin per il suo 59mo compleanno. Arrivano tempi pesanti e avere dalla propria parte, magari avendo stretto patti chiari e garantiti, qualcuno con il monopolio del gas, riserve a go-go grazie anche al disimpegno dal mercato obbligazionario Usa e oro a garanzia delle propria economia, a me non fa troppo schifo. Da settimane la Borsa russa è sotto pesante attacco e Vladimir Putin, in cerca di rielezione e consenso perduto, potrebbe avere voglia e tornaconto di fare male a qualcuno, nel breve termine.

Le aperture del Cremlino di ieri verso il debito dell’eurozona sono solo parole? Verissimo. Quelle di Merkel e Sarkozy, invece, cosa sono? La Russia di Putin è anti-democratica? Lo è anche la Cina, ma tutti sbavano per farsi acquistare obbligazioni sovrane, lo è il Brasile dei miracoli dove ancora vigono gli squadroni della morte e prosperano le favelas, ma tutti corrono a fare affari, lo è l’India divisa in caste e marcita dalla corruzione, lo è il Sudafrica con il suo oro e il suo apartheid al contrario (certificato da Desmond Tutu, non da un boero), lo sono tutti i regimi arabi con i loro petroldollari e i fondi sovrani compratutto. E, francamente, lo sono gli Usa, dove Amanda Knox non avrebbe potuto gioire per l’appello e la scarcerazione, perché dopo il primo grado le avrebbero infilato una siringa nel braccio.

Tralascio le operazioni di turbativa monetaria e dumping della Fed o il protezionismo mascherato. Basta ipocrisie. E basta a questo direttorio franco-tedesco degno del dadaismo più surreale: qui ci si lascia le penne, se ancora non lo avete capito. A mare Francia e Germania, cerchiamo di salvarci come nazione.

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COMMENTI
11/10/2011 - Bravo! (Mariano Belli)

Sono stradaccordo con le conclusioni dell'ottimo articolista, qui stiamo pagando ormai col sangue, non più solo con semplici tasse, il rifinanziamento delle varie banche europee (cosa se non sbaglio avvenuta già a fine 2008)....il rifinanziamento delle banche, capite? Non il debito dello Stato italiano....Tutti d'accordo? Nessuna "piccola" obiezione? Possibile? Ma che omuncoli siamo diventati noi italiani?

 
11/10/2011 - il direttorio (francesco scifo)

Come la prenderanno i paesi esclusi da questo direttorio tra Germania e Francia non possiamo saperlo subito. Tuttavia, una cosa è certa, la Germania vuole il controllo dell'Europa, che passa per la guida dell'economia del continente e lo sta ottenendo senza dover fare una nuova guerra. Il Presidente americano, che afferma di appoggiare questa pseudo diarchia, ha dimenticato che l'America nel XX secolo è intervenuta ben due volte in Europa per evitare proprio la situazione che ora lei stessa sta aiutando a creare di nuovo. Come per il Nord Africa e per il Medio Oriente, il dipartimento di Stato si appresta a fare un nuovo incredibile errore strategico, forse avranno mandato in pensione gli analisti esperti ed i nuovi si sono formati sui giochi elettronici e sui modelli matematici, per cui la loro percentuale di successo è pari a quella dei metereologi. Lo squilibrio che si sta creando in questa area del mondo non gioverà alla pace, nè all'economia: Gran Bretagna, Russia, Turchia ed il resto dei paesi europei, quando tra qualche tempo se ne accorgeranno, non penso che staranno solo a guardare.