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FINANZA/ Se anche Bankitalia diventa il “mercato delle vacche”...

La maggioranza pare in subbuglio dopo il voto di ieri alla Camera. Il rischio, spiega LORENZO TORRISI, è che di mezzo ci vada anche la nomina del nuovo Governatore di Bankitalia

Palazzo Koch, sede della Banca d'Italia (Foto Imagoeconomica) Palazzo Koch, sede della Banca d'Italia (Foto Imagoeconomica)

Il Governo ieri è stato battuto alla Camera in una votazione basilare per la finanza pubblica: mica bruscolini in un momento in cui i sonar dei mercati finanziari internazionali sono pronti a lanciare pericolosi siluri verso i paesi con i conti in disordine. In Aula a votare c’era persino il Presidente del Consiglio, ma gli assenti nelle fila della maggioranza sono stati 31. I nomi di alcuni di loro hanno destato non pochi sospetti: Scajola, Tremonti (che ormai parla attraverso comunicati, l’ultimo dei quali per spiegare che non ha partecipato al voto perché stava lavorando al Decreto sviluppo), Maroni, Bossi e persino Scillipoti (che ha dichiarato che se fosse stato avvisato che il voto era così importante sarebbe rimasto a Roma).

I più maligni vedono nel risultato di ieri un avvertimento al Premier. Per fugare ogni dubbio sembra che si procederà a un nuovo voto in cui verrà posta la fiducia. Ma si è anche diffusa una voce che vorrebbe Berlusconi convinto della necessità di elezioni anticipate nella prossima primavera. Speriamo che la maggioranza risolva i suoi problemi. Auguriamocelo per non vedere lo spread Btp-Bund salire ancora, dato che l’ipotesi di un nuovo governo porta inevitabilmente con sé l’incertezza sulla reale volontà di portare avanti il percorso verso il pareggio di bilancio delineato da Tremonti. Ma speriamo anche che questa situazione caotica non diventi l’ennesima occasione per dar vita al “mercato delle vacche”. Non soltanto perché è antipatico vedere i parlamentari cambiare casacca e schieramento a seconda delle mere convenienze personali, ma perché in ballo c’è una partita importante: quella di Bankitalia.

Mentre Mario Draghi sta per assumere definitivamente la carica di Presidente della Banca centrale europea, infatti, ancora nulla si sa sul suo successore a Palazzo Koch. Non è una questione di poco conto, specialmente per l’immagine internazionale dell’Italia, che ancora una volta appare incerta, lenta e concentrata sulle logiche di potere piuttosto che dell’interesse generale del Paese. Ora, l’articolo 17 dello Statuto della Banca d’Italia dice che “la nomina del Governatore, il rinnovo del suo mandato e la revoca nei casi previsti dall’articolo 14.2 dello statuto del SEBC, sono disposti con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il parere del Consiglio superiore della Banca d’Italia”.