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FONDO SALVA-STATI/ La Slovacchia vota “no”. Sfiduciato il governo di Radicova

Pubblicazione:mercoledì 12 ottobre 2011

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

Dalle parole, ai fatti. Come era stato ampliamente previsto la Slovacchia ha bocciato il Fondo salva stati promosso dall’eurogruppo – i ministri delle Finanze della zona Euro – per garantire liquidità alle nazioni dell’Unione sull’orlo del default. Già da tempo il Paese ex Urss aveva annunciato che non avrebbe dato il via libera al provvedimento. L’altro ieri aveva dato il suo appoggio anche Malta, e quello della Slovacchia era l’ultimo voto necessario. Allo stato delle cose, tutto si complica, e il Fondo non può partire. Le decisioni dell’Eurogruppo, infatti, devono essere ratificate da tutti i Paesi dell’Unione, nessuno escluso. Con un solo voto contrario è venuta così a mancare l’unanimità necessaria. Un problema per l’Europa e il Fondo, ma anche per il Paese che ha detto “no”. Carlo Secchi, ex rettore della Bocconi, infatti, spiegava su queste pagine che «la Nazione che dovesse mettersi di traverso», «dovrà trarne le estreme conseguenze politiche. In sostanza, significherebbe porsi fuori dall’euro». Resta, in ogni caso, ancora qualche speranza. Il governo è convinto che entro la settima prossima ci sarà un nuovo voto. E che, questa volta sarà positivo. Ma il governo traballa e l’opposizione al fondo è dipesa proprio da beghe intestine.

Il Parlamento slovacco ha bocciato infatti la proposta avanzata dall'esecutivo e contestualmente sfiduciato il governo del premier Iveta Radicova. Su 124 deputati, e una maggioranza necessaria di 76 voti, 9 hanno votato contro 55 a favore e 60 si sono astenuti. Il brutto tiro è giunto proprio dai banchi della maggioranza. 22 deputati del partito liberale SaS che fanno parte della coalizione al governo hanno deciso di non partecipare al voto. Richard Sulik, il loro leader, ha spiegato che il Paese è troppo povero per pagare per gli errori di quelli ricchi. Il sì al Fondo, infatti, avrebbe implicato un esborso di 7,7 miliardi, pari al 10 per cento del Pil, una cifra che, paradossalmente, potrebbe, a sua volta indebitare la Slovacchia. Resta l’ipotesi che subentrino nel voto, ai liberali, i socialdemocratici (Smer-SD). La maggioranza nata per salvare il fondo non è detto, tuttavia, che dia vita ad un nuovo governo.


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