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ENI/ Riapre Greenstream, il gasdotto Italia-Libia

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Con l’avvicinarsi dei primi freddi e l’inverno imminente, possiamo dormire sonni tranquilli, più certi di prima che saranno al caldo. Dopo otto mesi di stop, infatti, l’Eni ha riattivato i flussi del Greenstream, il gasdotto che collega la Libia alla Sicilia. Di proprietà di Eni al 75 per cento e di Noc al 25, è in grado di trasportare sino a 8 miliardi di metri cubi di gas all’anno. Un passo decisivo per l’approvvigionamento del nostro Paese, specialmente in seguito alla chiusura di Transitgas, il metanodotto che porta in Italia il gas del nord Europa via Svizzera e dopo che la tensioni tra Russia e Ucraina stanno mettendo ulteriormente a repentaglio le forniture. La Libia, dove a momenti si attende la caduta di Sirte, tra gli ultimi avamposti dei lealisti dei Gheddafi, e dove il governo transitorio del Consiglio nazionale di Transizione si accinge  a rimetter mano alle strutture del Paese, ha sempre avuto per noi un’importanza strategica determinante. Non solo è il nostro primo fornitore di petrolio, ma anche il terzo di gas, con il 12.5 per cento delle nostre importazioni complessive.

Il condotto è rientrato in funzione questa mattina, con un test da tre milioni cubi di gas, proveniente dal giacimento di Wafa. Ubicato nel deserto del Paese, a circa 500 km a sud Est della Capitale, non ha mai cessato di funzionare, dal’inizio dei bombardamenti della Nato, il 19 marzo 2011, in seguito alla risoluzione Onu 1975 emanata allo scopo di proteggere la popolazione insorta dagli attacchi di Gheddafi. Lo stabilimento ha continuato a funzionare anche nei giorni di massima tensione, fornendo energia alla capitale e alla popolazione locale. Entro il mese prossimo, inoltre, secondo i piani si riavvierà anche la produzione di gas di Sabratah, piattaforma marina che si trova a 110 chilometri dalla costa libica, sul giacimento di Bahr Essalam. Dovrebbero ripartire, infine, anche gli impianti di trattamento associato presso il terminale di Mellitah. Erano giorni che si attendeva una notizia del genere. Dall’annuncio, quantomeno,  del 26 settembre dato da Paolo Scaroni, ad del gruppo energetico italiano, del riavvio della produzione di petrolio.


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