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SCENARIO/ 2. Sapelli: rischiamo di finire come la Slovacchia

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La cosa più incredibile e paradossale è che il partito che governa in Slovacchia si chiami “Libertà e solidarietà”. Certo, fatti del genere, anche se poi vengono corretti, danno la misura di quale Europa è stata costruita. Quando c’era la crescita e non la crisi, erano tutti europeisti convinti. Adesso sembra che il sentimento si stia attenuando. Anzi, per usare una metafora, bisogna leggere Manzoni e ricordare che i capponi si beccano tra loro quando sono a testa in giù. Il vero problema che emerge è che nel costruire questa Europa siamo partiti dalla coda, dalla moneta, e non dalla testa, dalla politica. Personaggi come Adenauer, De Gasperi, Schumann avevano in mente un’altra Europa. Per realizzarla avrebbero impiegato probabilmente più tempo, ma ce l’avrebbero fatta. Un’Europa invece che è basata principalmente sulla moneta rivela tutta la sua frammentazione, i suoi contrasti, le sue divisioni.

 

Il mondo politico sembra però pronto a intervenire e risolvere la situazione. Basterà questo “attivismo”?

  

Non credo. I problemi sono ancora tutti aperti. E soprattutto c’è quello più importante da affrontare, quello della riforma bancaria. Finché non si separeranno le banche commerciali da quelle d’affari, finché si terrà in piedi la cosiddetta “banca universale”, non si risolverà alcun problema di fondo. 
È qui che sta il nocciolo della questione.

 

Ci spieghi meglio.

 

La “banca universale” ha prodotto due crisi mondiali e apparentemente nessuno sembra voler cambiare la situazione. Ci ha provato in America il vecchio Paul Volcker, ma la sua proposta è stata respinta. Ci hanno provato gli inglesi, con una proposta prudente, e si sono sentiti dire dai banchieri: andiamo in America o da un’altra parte. La realtà è che c’è un oligopolio finanziario mondiale che ormai stabilisce le scelte in campo finanziario, economico e politico. Il mondo politico è subalterno a questo oligopolio finanziario mondiale. Almeno si abbia il coraggio di trovare un accordo ragionevole, altrimenti da questa situazione difficilmente se ne esce. Tutte le dichiarazioni dei politici, di tutto il mondo, forniscono speranze, suggestioni, ma al momento non risolvono alcun problema.


Professore, le chiedo in conclusione un commento sulla situazione italiana, dove una crisi politica si intreccia alla crisi economica. Uno spettacolo poco edificante, con il Governo che viene battuto in un voto sul rendiconto dello Stato.


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COMMENTI
13/10/2011 - Finalmente.... (Mariano Belli)

"La realtà è che c’è un oligopolio finanziario mondiale che ormai stabilisce le scelte in campo finanziario, economico e politico. Il mondo politico è subalterno a questo oligopolio finanziario mondiale." Finalmente, finalmente....il succo della questione è tutto qui, ora c'è bisogno che verso questa dura realtà si crei una coscienza popolare diffusa, perchè tantissime persone sono come inebetite, incredule, spesso ignare, gli stanno letteralmente succhiando il sangue e non se ne accorgono, magari pensano pure che è solo colpa di questo governo e dopo sarà tutto finito....no, solo quando il popolo, i popoli anzi, avranno capito come stanno le cose, solo allora il problema potrà essere estirpato e risolto, non prima. Il sogno di un'Europa unita era anche bello e affascinante, ma purtroppo la cupidigia degli uomini (potenti, politici, finanzieri, italiani compresi) ha ancora una volta avuto il sopravvento e distruggerà tutto ciò che con fatica si era costruito.....(secondo me, è chiaro)